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Farmaci a dose personalizzata: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto che facilita la gestione delle terapie per anziani e cronici
Arrivano le Linee di indirizzo nazionali per il riconfezionamento dei medicinali in dosi personalizzate in farmacia (“deblistering”). Più sicurezza per anziani e malati cronici, ma l’avvio effettivo del servizio passa per le Regioni.
Un passo decisivo per l’aderenza terapeutica e la tutela della salute, in particolare per le persone anziane e affette da patologie croniche. Il Decreto del Ministero della Salute dell’11 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 ottobre, traccia per la prima volta un quadro di regole nazionali per il servizio di sconfezionamento e riconfezionamento personalizzato dei farmaci (il cosiddetto deblistering) nelle farmacie disponibili.
Abbiamo già affrontato ampiamente questo tema al momento dell’approvazione del Decreto Ministeriale ma riteniamo opportuno, comunque, tornarvi sopra per ricordare a coloro che sono interessati al servizio le novità principali e come accedervi, ovviamente, quando sarà effettivamente disponibile.
Le novità principali
A differenza del passato, il provvedimento fissa paletti chiari per garantire la massima sicurezza del paziente:
- Responsabilità diretta: Il servizio ha natura strettamente assistenziale e non industriale. La farmacia non può esternalizzare la preparazione a laboratori terzi: il blister personalizzato deve essere allestito interamente dal farmacista con i medicinali dispensati in sede.
- Tracciabilità e informazione: Insieme al contenitore rietichettato (recante nome del paziente, farmaci e posologia giornaliera), la farmacia è tenuta a consegnare al cittadino le confezioni e i foglietti illustrativi originali.
- Selezione rigorosa dei farmaci: Riconfezionamento ammesso solo per forme solide orali (compresse e capsule). Restano esclusi farmaci sensibili all’umidità o alla luce, antitumorali e farmaci stupefacenti a maggior rischio.
- Patto Sanitario Triangolare: Per attivare la personalizzazione serve la richiesta del paziente (o caregiver), il consenso informato e lo schema terapeutico sottoscritto dal medico di medicina generale o dallo specialista.
Come accedere al servizio
Il decreto statale stabilisce il “come” fare le cose, ma la concreta fruibilità sul territorio richiede due ultimi passaggi:
- Definizione degli Accordi Regionali, che dovranno normare gli aspetti organizzativi e la quota di rimborso all’interno dei fondi della Farmacia dei Servizi.
- Comunicazione della Farmacia alla ASL, previa verifica dell’idoneità del laboratorio interno e dei protocolli di allestimento.
Per gli assistiti e le loro famiglie si tratta di una svolta importante: meno errori nell’assunzione quotidiana delle pillole e una sinergia più stretta tra medico di famiglia e farmacista di fiducia.
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