Novità » Invecchiamento attivo: il progetto Casa su Misura
Invecchiamento attivo: a Padova la casa diventa il cuore della cura
Il futuro demografico del nostro Paese delinea una sfida imminente: entro il 2050, oltre un terzo della popolazione italiana avrà superato i 65 anni. In questo scenario, che tocca da vicino anche il territorio padovano, la capacità di invecchiare in modo attivo e dignitoso tra le mura domestiche diventa una priorità assoluta. Per rispondere a questa esigenza, ANAP Confartigianato Padova, insieme a Confartigianato Imprese Padova e alla Fondazione Opera Immacolata Concezione (OIC), ha presentato un progetto sperimentale innovativo durante l’ultima edizione di “Casa su Misura“.

Un’alleanza strategica per il welfare di comunità
L’iniziativa nasce dalla volontà di creare una rete operativa che unisca il sistema produttivo artigiano all’assistenza socio-sanitaria. Non si tratta solo di assistenza, ma di un modello di welfare preventivo che mette al centro la persona. Come sottolineato dal presidente di Confartigianato Imprese Padova, Gianluca Dall’Aglio, l’obiettivo è anticipare i bisogni di una popolazione che invecchia, costruendo relazioni prima ancora che ruoli.
Il progetto si rivolge inizialmente ai soci ANAP Padova e punta a trasformare le abitazioni in luoghi sicuri e funzionali. Il presidente di ANAP Padova, Lino Fabbian, ha evidenziato come questa collaborazione rappresenti una doppia opportunità: da un lato sostiene i soci più fragili, dall’altro valorizza le competenze delle imprese artigiane, che diventano attori fondamentali della cura comunitaria.
Tecnologia e artigianato al servizio dell’autonomia
La forza di questo modello risiede nell’integrazione di competenze diverse. Le imprese artigiane – attive nei settori dell’edilizia, dell’impiantistica, del legno-arredo e del biomedicale – lavorano in sinergia con gli esperti di assistenza di Fondazione OIC per adattare gli spazi domestici alle nuove esigenze della longevità.

L’innovazione tecnologica gioca un ruolo cruciale: attraverso l’uso di piattaforme come Yourease e strumenti come Alexa Smart Properties, gli anziani possono accedere più facilmente a una rete organizzata di servizi e contatti, riducendo il rischio di isolamento. Tuttavia, l’obiettivo non è sostituire il contatto umano, ma potenziarlo attraverso la tecnologia.
La casa come primo luogo di cura
L’invecchiamento attivo passa necessariamente per la valorizzazione del domicilio. Fabio Toso, direttore generale della Fondazione OIC, ha ribadito che la casa deve essere considerata il primo luogo di cura. Portare metodo, cultura e interventi tecnici direttamente nelle abitazioni permette di prolungare l’autonomia delle persone, evitando che il bisogno di assistenza si trasformi in emergenza.
Preparare le abitazioni per il “prossimo futuro” significa, in ultima analisi, garantire che ogni anziano possa continuare a vivere con dignità e sicurezza nel proprio ambiente, supportato da una comunità che sa fare rete tra associazioni, imprese e terzo settore.
- Anap Confartigianato Padova
- Convegno, Invecchiamento attivo, Sicurezza
Foto fonte oiconlus.it
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