Parlamento approva il DEF 2022. Riviste le stime di crescita

22 Aprile, 2022
il parlamento italiano approva il DEF 2022

Con l’approvazione della Risoluzione della maggioranza il Parlamento ha dato il via libera al DEF (Documento di Economia e Finanza) 2022 che aggiorna gli obiettivi di finanza pubblica e il relativo piano di rientro del saldo strutturale verso l’Obiettivo di Medio Termine (OMT), alla luce del mutato quadro macroeconomico. La Risoluzione approva la relazione del Governo al Parlamento che contiene una serie di richieste, tra cui quelle che andranno a cambiare il Superbonus edilizio.

Il DEF era stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 aprile e poi trasmesso al Parlamento il 7 aprile. Esso tiene conto del peggioramento della situazione determinato da diversi fattori, ed in particolare l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’aumento dei prezzi dell’energia, degli alimentari e delle materie prime, l’andamento dei tassi d’interesse e la minor crescita dei mercati di esportazione dell’Italia.

Tutti fattori, questi, che rendono meno favorevoli le previsioni di crescita e sviluppo del nostro Paese - come del resto degli altri Paesi europei - rispetto alla situazione in al momento della pubblicazione della Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) nello scorso settembre.

Le previsioni del DEF 2022

Nello scenario attuale:

  • la previsione tendenziale di crescita del prodotto interno lordo (PIL) per il 2022 scende dal 4,7% programmatico della NADEF al 2,9%, quella per il 2023 dal 2,8% al 2,3%;
  • il disavanzo tendenziale della pubblica amministrazione è indicato al 5,1% per quest’anno; scende successivamente fino al 2,7% del PIL nel 2025;
  • gli obiettivi per il disavanzo contenuti nella NADEF sono confermati: il 5,6% nel 2022, in discesa fino al 2,8% nel 2025;
  • vi è quindi un margine per misure espansive (0,5 punti percentuali di PIL per quest’anno, 0,2 punti nel 2023 e 0,1 punti nel 2024 e nel 2025).

Le intenzioni del Governo sono quelle di integrare le risorse destinate a compensare l’aumento del costo delle opere pubbliche a fronte della dinamica del prezzo dell’energia e delle materie prime e di intervenire ancora per contenere il costo dei carburanti e dell’energia. Si appronteranno inoltre strumenti per sostenere le imprese più danneggiate dalle sanzioni nei confronti della Russia e a tale scopo si rifinanzierà anche il fondo di garanzia per le PMI. Infine, ulteriori risorse saranno messe a disposizione per fornire assistenza ai profughi ucraini.

Per effetto di questi interventi, la crescita programmatica sarà lievemente più elevata di quella tendenziale, soprattutto nel 2022 e nel 2023 (3,1% e del 2,4%), con riflessi positivi sull’andamento dell’occupazione. Il rapporto debito/PIL nello scenario programmatico diminuirà quest’anno al 147,0%, dal 150,8% del 2021, per calare poi progressivamente fino al 141,4% nel 2025.

Gli interventi di Riforma

Il Governo ha previsto 19 nuove riforme collegate al DEF approvato nel Consiglio dei Ministri. Tra i 19 Disegni di legge collegati, la maggior parte già al vaglio del Parlamento, quelli di carattere sociale o di interesse diretto degli anziani sono:

  • la delega per la riforma fiscale;
  • le misure di attuazione del Patto per la salute 2019-2021 e per il potenziamento dell’assistenza territoriale;
  • la delega per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico;
  • il sistema degli interventi a favore degli anziani non autosufficienti;
  • le pensioni di invalidità.

Le indicazioni del Parlamento

La Risoluzione della maggioranza approvata dal Parlamento prevede che il Governo debba “monitorare” l’andamento della situazione macroeconomica e, qualora si verifichi un peggioramento dello scenario, deve valutare uno scostamento per interventi di sostegno a famiglie e imprese.

Ipotesi scostamento

Può essere richiesto lo scostamento di bilancio al fine di prevedere interventi di sostegno, del tutto simili a quelli messi in campo durante l’emergenza pandemica, per le famiglie, i lavoratori e per quella parte del comparto produttivo particolarmente colpita dalle conseguenze della crisi in Ucraina. Di fatto si chiede al Governo di impegnarsi ad utilizzare ulteriori risorse, anche in deficit, per affrontare la crisi energetica.

Contenere i prezzi dell’energia

Il Governo dovrà inoltre utilizzare gli spazi derivanti dalla manovra per nuove iniziative espansive disponendo ulteriori interventi per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia nonché mediante la revisione del sistema dei prezzi di riferimento e dei carburanti, assicurando la necessaria liquidità alle imprese mediante la concessione di garanzie.

Prorogare i termini del Superbonus villette

Il Governo deve anche prorogare il termine attualmente previsto che obbliga le villette unifamiliari a effettuare il 30% dei lavori entro giugno per usufruire del Superbonus. Il testo precisa anche che la percentuale del 30% dell’intervento complessivo deve essere riferito «al complesso dei lavori e non ai singoli lavori oggetto dell’intervento. La risoluzione chiede anche di allentare i limiti per la cessione dei crediti edilizi, consentendola a istituti diversi da banche ed assicurazioni.

Favorire la transizione ecologica

Il Governo dovrà poi proseguire nell’attuazione del Green New Deal, conformemente agli impegni nell’Unione europea, individuando un piano industriale impiantistico del Paese, adottando idonee iniziative, anche di carattere normativo, per favorire la transizione ecologica, energetica e verso l’economia circolare, ponendo in essere interventi di semplificazione e accelerazione dei procedimenti autorizzativi per la realizzazione e l’esercizio di impianti da fonti rinnovabili, garantendo il conseguimento e potenziamento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione fissati dal Piano nazionale integrato di energia e clima in via di aggiornamento.

Ampliare il bonus sociale

La risoluzione di maggioranza prevede infine iniziative per affrontare la povertà alimentare, ampliando anche il bonus sociale, per combattere le disparità generazionali, territoriali, di genere e salariali, con interventi finalizzati ad invertire il trend demografico del Paese, anche dando piena attuazione agli interventi previsti dal family act.

Esoneri contributivi

Il testo chiede anche di proseguire con le misure di esonero contributivo per favorire l’inserimento di donne e giovani nel mondo del lavoro, rafforzando gli interventi a sostegno della ripresa economica nel Sud e nelle altre aree svantaggiate del Paese, evitando che la crisi innescata dall’emergenza sanitaria accentui le disparità fra le diverse aree del Paese.

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