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Pensioni INPS di gennaio: perché l’accredito è avvenuto il 5. Monta la protesta dei pensionati sui social
Al tempo dell’informatica diffusa, dell’intelligenza artificiale, dei bonifici istantanei, il sistema di pagamento delle pensioni, per quanto riguarda gli accrediti bancari, appare “anacronistico”. L’Anap chiede la modifica dell’attuale normativa per evitare, in futuro, nuove difficoltà ai pensionati con i redditi più bassi.
I giornali hanno dedicato ampio spazio, in questi giorni, al “malumore” dei pensionati per l’accredito in banca delle pensioni con ben cinque giorni di “ritardo” rispetto alla norma. Le lamentele si sono concentrate soprattutto sul fatto che, dopo le spese delle festività, alcuni giorni senza disponibilità possono pesare su bollette, affitti e spese mediche.
Perché la pensione INPS di gennaio è stata pagata il 5
Ma vediamo perché si è verificato questo “ritardo”. La pensione INPS di gennaio è stata accreditata il giorno 5 per coloro che riscuotono in banca in base ad una specifica eccezione normativa per il mese di gennaio e per la definizione di “giorno bancabile”.
In particolare, la norma che ha armonizzato le date di pagamento delle pensioni INPS è l’articolo 6 del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2015, n. 109.
Questa normativa stabilisce che, a partire dalla mensilità di giugno 2015, il pagamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali dell’INPS, avvenga il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se questo è festivo o non bancabile.
L’eccezione del secondo giorno bancabile si applica specificamente per il solo mese di gennaio di ogni anno. Questa eccezione è stata introdotta per ragioni organizzative legate alla chiusura delle festività di inizio anno, garantendo che le operazioni bancarie possano svolgersi regolarmente.
La dizione di giorno “bancabile” spiega, tra l’altro, l’eventuale differenza tra data di accredito in Posta o in Banca: alle Poste, infatti, il sabato è un giorno lavorativo.
Altri mesi con pagamento posticipato
Se gennaio è un mese “eccezionale” per quanto concerne la data di pagamento delle pensioni in banca, vi è da dire che quest’anno anche a maggio ed agosto i pensionati dovranno tirare la cinghia ed attendere, rispettivamente, i 4 e il 3 del mese per riscuotere la pensione.
La richiesta dell’ANAP di modificare la normativa
Tenuto conto che i tempi sono profondamente cambiati, che oggi la informatizzazione ha raggiunto livelli eccezionali anche e soprattutto nel mondo bancario tant’è che il rapporto tra clienti e sportellisti si è fortemente ridotto, che i bonifici possono essere addirittura “istantanei”. Non vi è ragione alcuna che si parli ancora di giorni “bancabili” o meno.
Per questi motivi l’Anap, l’Associazione Pensionati di Confartigianato chiede al Governo di porre mano all’attuale normativa stabilendo che la data di pagamento delle pensioni avvenga, quanto meno, in ogni caso, il primo giorno “non festivo”, venendo così incontro alle esigenze dei pensionati con redditi bassi. Non dimenticando, a questo riguardo, che, secondo i più recenti dati Istat, in Italia vi sono oltre due milioni di famiglie in condizioni di povertà assoluta e due milioni di famiglie in condizioni di povertà relativa. E tra queste famiglie quelle di pensionati o con pensionati non sono certamente poche.
- Anap
- Anap Confartigianato, Pensioni
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