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Novità » Progetto di Vita Individuale

Riforma disabilità: definite dall’Inps le procedure per accedere al “Progetto di vita individuale”

  • 6 Agosto, 2026
riforma disabilità progetto di vita individuale inps
Inps definisce le procedure telematiche SISDA per accedere al Progetto di Vita individuale: requisiti, soggetti interessati e la mappa dei territori.
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riforma disabilità progetto di vita individuale inps
I Punti Chiave

L’Inps ha definito il nuovo servizio telematico per la disabilità ponendo un tassello fondamentale per passare da una visione strettamente medico-legale dell’invalidità a un modello centrato sui diritti e sulla persona.

Cos’è il Progetto di vita individuale, i requisiti e le modalità per accedervi

Con i messaggi n. 2550 e 2051, del 4 agosto scorso, l’Inps ha comunicato di aver elaborato il nuovo servizio telematico denominato SISDA (Sistema Informativo Disabilità) che consente ai cittadini e agli enti territoriali di gestire l’elaborazione del Progetto di Vita individuale previsto dalla Riforma della Disabilità (Decreto Legislativo n. 62/2024). Il nuovo servizio è disponibile per i cittadini residenti nelle province in cui è in corso la sperimentazione della Riforma. Restano esclusi, peraltro, al momento, gli ultrasettantenni non autosufficienti già titolari di indennità di accompagnamento.

Riportiamo di seguito, per la necessaria chiarezza e tenuto conto della delicatezza del tema, il messaggio Inps n. 2550:

  • Soggetti interessati e requisiti per la presentazione dell’istanza per l’elaborazione del progetto di vita

Possono presentare l’istanza per l’elaborazione del progetto di vita coloro che possiedono i seguenti requisiti minimi alternativi:

  • un certificato che attesti la condizione di disabilità ai sensi del decreto legislativo n. 62/2024, nel quale sia presente almeno una delle seguenti condizioni:
    • a. invalidità civile superiore al 33%;
    • b. residuo visivo non superiore a 1/20 a entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione o residuo perimetro binoculare inferiore al 10%;
    • c. minorazione sensoriale dell’udito per sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio. In particolare, il deficit uditivo deve essere non inferiore a 75 decibel di media tra le frequenze 500, 1000 e 2000 hertz nell’orecchio migliore acquisito entro il dodicesimo anno d’età;
    • d. necessità di sostegno almeno di livello lieve ai sensi dell’articolo 3, comma 2, della legge n. 104/1992;
      e. per il minore: difficoltà persistenti a svolgere i compiti della propria età, o ipoacusia con una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000 e 2000 hertz;
    • f. per i soggetti ultra-sessantasettenni: difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età almeno di tipo lieve (corrispondenti a un’invalidità compresa tra il 33,3% e il 66,6%);
  • una certificazione rilasciata ai sensi della legge n. 104/1992 prima della riforma della disabilità (cfr. l’art. 35, comma 4, del decreto legislativo n. 62/2024).

Il possesso dei requisiti minimi sopra indicati costituisce condizione necessaria per la presentazione dell’istanza. Si ricorda che la definizione della stessa è di competenza dell’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) ed è collegata agli esiti della valutazione multidimensionale.

Si precisa che, in attesa del consolidamento del quadro normativo complessivo riferito anche alla riforma sulle politiche in favore delle persone anziane di cui al decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29, sono escluse dalla presentazione dell’istanza le persone anziane ultrasettantenni non autosufficienti che, in base all’Allegato 3 al D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, sono identificabili nei titolari di indennità di accompagnamento per invalidità civile o cecità assoluta.

  • Modalità di presentazione dell’istanza di progetto di vita

Le istanze possono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita” raggiungibile tramite la sezione dedicata sul sito inps.it, autenticandosi tramite la propria identità digitale (SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS).

Naturalmente, per la presentazione della domanda, ci si può avvalere dell’assistenza degli Enti di Patronato, come il Patronato Inapa della Confartigianato.

Con la presentazione dell’istanza, la persona con disabilità richiede e autorizza l’INPS a trasmettere all’ATS competente per il comune di residenza, o ad altro Ente individuato dalla normativa regionale, il certificato definitivo, sia nella versione omissis che integrale, attestante la condizione di disabilità e le eventuali successive variazioni, il questionario “WHODAS” e i dati di contatto forniti. Successivamente, la persona con disabilità sarà contattata dall’ATS di riferimento per l’avvio del procedimento per l’elaborazione del progetto di vita.

L’istanza per l’attivazione del progetto di vita può essere presentata dai seguenti soggetti:

  • persona con disabilità;
  • genitore, in caso di minore;
  • se presenti, il tutore, il curatore o l’amministratore di sostegno, se dotato di poteri secondo quanto previsto nel decreto di nomina e se in possesso della delega SPID, CIE e CNS del soggetto interessato.

Le province interessate dalla sperimentazione

  • dal 1° gennaio 2025: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste;
  • dal 30 settembre 2025: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza;
  • dal 1° marzo 2026: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona.

In che cosa consiste il “Progetto di vita individuale”?

Il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato rappresenta un cambio di passo fondamentale nel sistema di supporto alle persone con disabilità.

In passato, l’assistenza si limitava spesso all’erogazione di un contributo economico o di un servizio standardizzato. Il Progetto di Vita ribalta questa impostazione: non è la persona a doversi adattare ai servizi esistenti, ma sono i servizi a doversi costruire attorno ai desideri, alle inclinazioni e ai bisogni reali della persona.
Il progetto individua tutti gli interventi necessari nei vari ambiti dell’esistenza per garantire l’autodeterminazione e la partecipazione alla vita sociale:

  • Vita autonoma e abitazione (inclusi percorsi per il “Dopo di Noi” o il co-housing).
  • Istruzione, formazione e lavoro (inserimento lavorativo mirato).
  • Socialità, sport e tempo libero.
  • Salute e cura personalizzata.
  • Sostegni economici e assistenziali integrati.

Uno degli aspetti più innovativi è l’integrazione delle risorse. Attraverso il Budget di Progetto, si ricompongono in un unico paniere economico e operativo:

  • Risorse pubbliche (fondi sanitari, sociali, comunali, regionali, INPS).
  • Risorse umane e di rete (terzo settore, associazioni, comunità).
  • Eventuali risorse private della persona o della famiglia.

Infine, per evitare che il cittadino debba districarsi tra la burocrazia di ASL, Comuni e INPS, il Progetto di Vita prevede l’individuazione di un referente unico che monitora l’andamento del piano, ne verifica l’efficacia e lo aggiorna al variare delle esigenze della persona nel tempo.

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