Assistenza Sociale

Sociale

La legge quadro sull’assistenza dell’8 novembre 2000, che s’inquadra nel più vasto panorama degli interventi legislativi in materia sociale, garantisce un assetto organico alla materia ed uniformità di interventi sul territorio.

La legge prevede inoltre un sistema misto pubblico e privato, per quanto riguarda la gestione dei servizi e rafforza l’assistenza sociale ponendo fine all’assistenzialismo.

Gli interventi mirano a combattere ogni forma di esclusione sociale e, pertanto, devono essere accompagnati da misure che favoriscano l’inserimento nel mondo del lavoro e la formazione, e devono integrarsi con le prestazioni sanitarie.

In particolare, la legge si prefigge di assicurare alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi sociali tali da garantire la qualità della vita, da offrire pari opportunità, da evitare discriminazioni e da prevenire, ridurre o eliminare le condizioni di disabilità, di disagio individuale o familiare per scarso reddito, non autonomia, difficoltà sociali. In quest’ottica viene esaltato il ruolo della famiglia.

L’attuazione della legge vede impegnati vari livelli di Governo e soprattutto lo Stato, le Regioni ed i Comuni: più precisamente allo Stato spetta la funzione di indirizzo e di coordinamento, alle Regioni quella di programmazione, coordinamento e verifica ed ai Comuni quella di amministrazione e gestione. Il tutto presuppone una programmazione che abbraccia i tre livelli e che va attuata secondo principi di sussidiarietà, efficacia, efficienza, economicità, omogeneità, copertura finanziaria, responsabilità e unicità dell’amministrazione, autonomia organizzativa e regolamentare degli enti locali.

Di particolare rilievo il carattere strutturale del Fondo Nazionale per le politiche sociali che garantisce certezza e continuità delle risorse economiche.

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