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19 Aprile: la Giornata per la donazione di organi e tessuti: un gesto di solidarietà senza limiti d’età
La donazione degli organi e dei tessuti: un gesto di solidarietà non precluso agli anziani. Le modalità per lasciare detta la propria volontà.
La Gazzetta Ufficiale del 19 febbraio ha pubblicato il Decreto del Ministro della Salute con il quale si fissa la “Giornata per la donazione di organi e tessuti” per il giorno 19 aprile 2026.
In tale giornata, secondo il Decreto, le amministrazioni pubbliche dovranno sostenere, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a favorire l’informazione e la promozione della donazione di organi finalizzata al trapianto, come disciplinata dalle vigenti disposizioni.
La donazione degli organi è certamente uno dei gesti più alti di solidarietà umana e una scelta di civiltà. Ogni persona, anche quando è in buona salute, dovrebbe riflettere attentamente sui benefici che potrebbe portare un suo gesto di altruismo e pensare, a tempo, di lasciare dichiarata la propria disponibilità.
La donazione negli anziani: non c’è limite d’età
Uno dei miti più duri a morire è che l’anziano non possa donare perché i suoi organi sono “vecchi”. Falso. La medicina moderna non guarda alla carta d’identità, ma alla funzionalità biologica.
In Italia non esiste un limite massimo di età per la donazione. Nel 2022, a Firenze, è avvenuto addirittura il primo prelievo di fegato al mondo da una donna di 100 anni, l’organo è stato trapiantato con successo.
Ma quali organi può donare un anziano? Il Fegato e i Reni possono essere prelevati anche da ottantenni o novantenni se in buone condizioni; le cornee sono tra i tessuti più donati dagli anziani (fino a 90 anni e oltre); la pelle e le ossa sono molto preziosi e spesso prelevati da donatori senior. Per quanto riguarda il cuore i criteri sono più stringenti (solitamente entro i 65-70 anni), ma ogni caso viene valutato singolarmente.
Gli organi di un donatore anziano vengono solitamente destinati a un ricevente di età simile, garantendo ottimi risultati clinici.
Statistiche e trend: un fenomeno in crescita
L’Italia vive un momento d’oro in questo campo, posizionandosi ai vertici europei. Il numero di trapianti utilizzati è in costante aumento grazie a migliori tecniche di conservazione degli organi. Tuttavia, c’è un dato contrastante: le opposizioni (i “no” al momento del rinnovo della carta d’identità) sono leggermente aumentate, specialmente tra i giovani, il che rende fondamentale la sensibilizzazione.
Come lasciare detta la propria volontà
In Italia vige il principio del consenso o dissenso esplicito (il “silenzio-assenso” non è ancora tecnicamente operativo nei termini previsti dalla legge del 1999). Ecco come fare:
- All’Anagrafe: Il metodo più semplice. Quando si rinnova la Carta d’Identità il richiedente può esprimersi favorevolmente al trapianto. La sua scelta finisce direttamente nel SIT (Sistema Informativo Trapianti).
- Iscrizione all’AIDO: Si può farlo anche online con SPID o CIE tramite l’app o il sito. È una dichiarazione di volontà legalmente valida.
- Presso l’ASL di appartenenza: Compilando un apposito modulo presso gli sportelli dedicati.
- Il “Tesserino Blu” o una dichiarazione autografa: Si può scrivere su un foglio bianco: “Io sottoscritto… dichiaro di voler donare i miei organi”, con data e firma. E tenerlo nel portafoglio.
Cosa succede se non si decide? In assenza di una dichiarazione scritta, la decisione spetta ai familiari aventi diritto (coniuge, figli, genitori). Decidere in vita evita a loro il peso di una scelta difficile in un momento di dolore.
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- Anap Confartigianato, Anziani
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