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Anziani Protagonisti: dal futuro economico alla sicurezza domestica
Il Gruppo ANAP Confartigianato Piemonte ha vissuto a Torino una giornata dedicata al benessere degli anziani, offrendo strumenti utili per orientarsi tra futuro economico, inflazione e sicurezza in casa. L’incontro, ospitato a Palazzo Ceriana Mayneri, rientra nel progetto regionale Terza età è benessere.
Popolazione anziana e bassa natalità
Da tempo è in atto in Piemonte uno squilibrio demografico e una bassa natalità: la popolazione piemontese (in un orizzonte temporale fino al 2038) è prevista in calo, ma tale andamento si diversifica rispetto alle classi di età. La perdita di popolazione riguarda principalmente la classe di età 45-64 anni (oltre 235mila unità in meno) e in secondo luogo i giovani con meno di vent’anni (-40mila unità). Contrariamente, la popolazione anziana dovrebbe segnare un incremento sia nella classe 65-74 anni (+88mila), sia in quella di età superiore ai 74 anni (+69mila). L’IRES Piemonte ipotizza che nel 2038 le persone con più di 64 anni di età potrebbero essere il 29,5% sul totale della popolazione.
“Un Paese e una Regione sempre più longevi devono farci riflettere sui nodi della sanità e dell’assistenza – commenta Giuseppe Falcocchio, Presidente ANAP Piemonte. È indubbio che il futuro della nostra società passa dall’invecchiamento attivo: non solo cura ma prevenzione, inclusione e dignità. La politica deve mettere questo tema al centro del dibattito. È per questo che Anap Piemonte rinnova il proprio impegno per promuovere una cultura dell’invecchiamento attivo, che non si limiti all’assistenza ma favorisca la partecipazione, la prevenzione e la dignità della persona. Serve un nuovo patto tra generazioni, in cui, chi ha costruito il Paese, non venga dimenticato ma diventi risorsa attiva per il suo futuro.
Ci sono grandi contraddizioni nel sistema di welfare: servizi territoriali sotto pressione, carenza di personale medico e infermieristico, accessi sempre più difficili, liste d’attesa interminabili e una crescente fuga verso il privato che penalizza chi non può permetterselo. Vogliamo lanciare un messaggio chiaro alla politica: gran parte del tessuto produttivo fondato su artigianato e piccola impresa ha generato una platea ampia di pensionati autonomi e senza correttivi la perdita di potere d’acquisto rischia di alimentare ulteriore povertà ed escludere gli anziani dall’accesso a servizi essenziali”.
Il potere d’acquisto delle pensioni degli autonomi
Un altro tema attuale e delicato è quello della caduta libera del potere d’acquisto delle pensioni degli autonomi: tra il 2009 e il 2025 una pensione lorda da 1.200 euro ha perso circa 70 euro al mese, pari a quasi 900 euro l’anno, per effetto dell’inflazione e di un prelievo fiscale che ha annullato i benefici delle due riforme susseguitesi nel periodo.
Ci sono tre nodi fondamentali:
- la perdita di potere d’acquisto
- gli effetti del drenaggio fiscale
- le persistenti disparità tra fasce di reddito.
Per ridare ossigeno ai redditi più fragili, l’Associazione degli Anziani di Confartigianato propone di sostituire l’indice FOI con l’Ipca europeo, che fotografa meglio la spesa reale, e di introdurre un bonus Irpef da 960 euro l’anno (12 rate mensili) per i pensionati con redditi fra 7.800 e 15.000 euro, misura che alleggerirebbe il carico fiscale a 3,6 milioni di persone. (Rapporto CER-CUPLA: Inflazione, drenaggio fiscale e potere di acquisto delle pensioni).
“Da decenni denunciamo l’erosione dei redditi da pensione degli ex autonomi – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – il sistema fiscale penalizza chi ha lavorato una vita creando impresa, occupazione e benessere per il Paese. Servono interventi rapidi e strutturali. Ci sono piccoli artigiani che continuano a lavorare per necessità e anche per aiutare i loro figli. Siamo preoccupati, perché anche la classe media dei pensionati è in difficoltà: la vita costa sempre di più e curarsi, oggi, è oneroso. Tanti anziani rinunciano alle cure di fronte a lunghe liste d’attesa e al privato inaccessibile per costi. Anche le pensioni medie, che un tempo sostenevano le famiglie, hanno perso potere. La politica deve restare vigile: non è solo questione di dignità ma di sostenibilità del nostro welfare”.
“Come Anap Piemonte – conclude Falcocchio – rilanciamo la richiesta di un confronto urgente con i Governi regionale e nazionale sulla rivalutazione delle pensioni, abbattimento del cuneo fiscale e sostegno alla sanità territoriale, per evitare che la forbice fra costo della vita e assegni pensionistici diventi insostenibile”.
“L’invecchiamento attivo e la sicurezza economica in età anziana vanno preparati lungo tutto il corso della vita. – commenta Chiara Saraceno, Professoressa emerita Università degli Studi di Torino – Long life learning, coinvolgimento in attività non solo lavorative nel corso della vita giovanile e adulta contribuiscono a mantenere le capacità. Allo stesso tempo, l’attenzione per l’invecchiamento attivo non deve far trascurare i bisogni, e i diritti, di chi attraversa una parte più o meno lunga dell’età anziana in condizioni di grande fragilità e/o non autosufficienza.”
Sicurezza domestica: consigli dei Vigili del Fuoco
Ampio spazio è stato dedicato alla sicurezza domestica. I Vigili del Fuoco hanno illustrato comportamenti pratici per ridurre i rischi in casa. Sono stati trattati temi legati alla prevenzione degli incidenti e alla gestione delle emergenze. I suggerimenti hanno aiutato i presenti a rendere la propria abitazione un luogo più protetto.
Il convegno ha registrato un’ampia presenza di soci ANAP provenienti da tutto il territorio regionale. La partecipazione attiva ha confermato l’interesse degli anziani per temi che riguardano salute, economia e sicurezza. L’evento ha rafforzato il senso di comunità e la volontà di continuare a crescere insieme.
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