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L’INPS lancia la campagna proattiva per l’Assegno Sociale: gli anziani facciano comunque attenzione ai “diritti inespressi”
Con il recente Messaggio n. 1974 del 12 giugno, l’INPS ha ufficialmente avviato il suo nuovo Piano volto ad offrire “servizi proattivi” partendo dall’Assegno Sociale. Sfruttando le nuove tecnologie e l’incrocio delle banche dati l’Istituto cercherà di individuare i potenziali beneficiari che, pur avendone diritto, non hanno mai presentato domanda, i cosiddetti “diritti inespressi“.
Questo programma automatico ha, peraltro, dei limiti importanti. È bene quindi esaminare con attenzione come funziona la novità, quali sono i requisiti fissati dalla legge e cosa fare sia che si riceva la comunicazione sia che non la si riceva.
Cos’è l’Assegno Sociale e cosa prevede la legge
L’Assegno sociale è la fondamentale prestazione assistenziale che, a partire dal 1° gennaio 1996, ha sostituito la vecchia pensione sociale. È regolato dall’articolo 3, comma 6, della Legge 8 agosto 1995, n. 335 ed è finalizzato a garantire un sostegno economico minimo ai cittadini in condizioni di disagio economico ed esenti da trattamenti previdenziali sufficienti.
I requisiti anagrafici, di soggiorno e di reddito previsti dalla normativa e adeguati all’anno 2026 sono rigidi:
- Età anagrafica: Aver compiuto 67 anni (requisito valido per uomini e donne).
- Cittadinanza e Residenza: Essere cittadini italiani, comunitari o extracomunitari (in possesso di regolare permesso di soggiorno di lungo periodo). È fondamentale la residenza effettiva, stabile e continuativa in Italia da almeno 10 anni.
- Requisito reddituale: La prestazione spetta in misura piena solo in totale assenza di altri redditi. Se il richiedente possiede altri redditi, l’assegno viene erogato in misura “differenziale” (cioè a integrazione, fino a raggiungere il tetto massimo).
Per l’anno in corso, l’importo massimo dell’Assegno sociale è pari a 546,24 euro mensili, corrisposto per 13 mensilità (per un totale annuo di 7.101,12 euro).
Il calcolo del reddito rileva non solo le entrate personali ma, in caso di soggetto coniugato, anche quelle del coniuge, con tetti massimi complessivi stabiliti annualmente dall’INPS.
I limiti del servizio proattivi dell’INPS
L’iniziativa proattiva dell’INPS è senza dubbio un’ottima notizia ma presenta due limiti:
- Le comunicazioni automatiche dell’Istituto arriveranno soltanto a coloro che hanno preventivamente effettuato l’accesso al portale MyINPS e prestato l’esplicito consenso al trattamento dei dati per i servizi proattivi della Piattaforma di Personalizzazione. Chi non ha mai attivato quella specifica opzione di consenso sul sito internet dell’Istituto, non riceverà alcuna segnalazione automatica, rischiando di perdere il sussidio pur avendone pieno diritto.
- Anche coloro che riceveranno le comunicazioni dell’Inps, avendo adempiuto a quanto precedentemente detto, dovranno, come sottolineato dallo stesso Istituto, verificare i requisiti e presentare la domanda.
La funzione dei Patronati
Coloro che hanno compiuto 67 anni, risiedono in Italia da almeno un decennio e ritengano di trovarsi nelle condizioni economiche sopra indicate, non devono aspettare che sia l’INPS a scrivere. Per superare gli ostacoli digitali, verificare accuratamente il calcolo dei redditi e presentare la domanda in sicurezza, è possibile rivolgersi direttamente al Patronato INAPA di Confartigianato che è capillarmente presente, con propri Uffici in tutta Italia.
Gli operatori del Patronato sono a completa disposizione sia per verificare i requisiti richiesti dalla Legge sia per presentare la domanda. Naturalmente questo vale anche per coloro che hanno ricevuto o riceveranno la comunicazione dell’Inps.
La proattività della Pubblica Amministrazione è un ottimo strumento, ma la tutela sul territorio e l’assistenza personalizzata restano la via più sicura per non perdere i propri diritti.
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