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Novità » Convegno cure termali anziani Bagno di Romagna

Il benessere termale come diritto sociale

  • 27 Ottobre, 2026
convegno benessere termale
Successo per il convegno ANAP a Bagno di Romagna: salute, prevenzione e valore delle cure termali per la qualità della vita nella terza età.
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ANAP Confartigianato Emilia Romagna
convegno benessere termale
I Punti Chiave

Dignità, prevenzione e invecchiamento attivo per gli artigiani pensionati

Relazione del Presidente regionale ANAP Confartigianato Emilia-Romagna

Autorità, gentili ospiti, rappresentanti delle istituzioni, responsabili provinciali e regionali, care amiche e cari amici, desidero innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro e che ci offrono l’opportunità di ritrovarci in un luogo che, per sua natura, richiama i concetti di benessere, serenità e qualità della vita.

Oggi siamo qui per parlare di benessere termale, ma il nostro obiettivo non è soffermarci esclusivamente sulle cure o sugli aspetti sanitari, che saranno approfonditi dal nostro illustre ospite, il dottor Ivan Garzia che ringrazio fin d’ora per il suo contributo.

Il nostro compito, come rappresentanti sindacali degli artigiani pensionati, è affrontare una questione più ampia: il benessere come diritto, come riconoscimento della dignità della persona e come naturale continuità sociale dopo una vita di lavoro, sacrifici e responsabilità.

È da questa prospettiva che vorrei sviluppare alcune considerazioni di carattere sociale, economico e politico, con l’obiettivo di stimolare una riflessione e, soprattutto, di individuare proposte concrete da portare all’attenzione delle istituzioni.

Il corpo dell’artigiano: uno strumento di lavoro che merita rispetto

Per comprendere il significato del benessere nella vita di un artigiano pensionato, dobbiamo partire dalla sua storia. Pensiamo a un falegname, a un muratore, a un idraulico, a un meccanico, a una sarta oppure a una cuoca.

Per queste persone il corpo non è stato soltanto una parte della propria esistenza: è stato il principale strumento di lavoro, il mezzo attraverso il quale hanno costruito un’attività, mantenuto una famiglia, creato ricchezza e contribuito allo sviluppo delle nostre comunità.

Le mani, la schiena, le ginocchia, le articolazioni e la forza fisica hanno accompagnato per decenni il loro impegno quotidiano. Dietro ogni laboratorio, ogni cantiere, ogni officina e ogni attività artigiana ci sono storie di sveglie all’alba, di sacrifici, di responsabilità e spesso di rinunce personali.

Ecco perché oggi possiamo affermare con convinzione che il benessere termale rappresenta una forma di attenzione necessaria e meritata verso chi ha dedicato una vita al lavoro.

Non parliamo di un privilegio, né di un lusso riservato a chi può permetterselo. Parliamo di qualità della vita, di prevenzione, di recupero del benessere e di un riconoscimento concreto verso persone che hanno dato tanto al nostro Paese.

In questo senso, il benessere rappresenta anche una forma di restituzione sociale: non un risarcimento economico in senso stretto, ma un’attenzione concreta verso chi ha contribuito per tanti anni alla crescita delle nostre comunità.

E c’è un altro elemento che non possiamo ignorare: nella nostra realtà territoriale, una parte significativa dei pensionati continua a lavorare anche dopo il pensionamento. Si tratta di una realtà che merita attenzione e che, prima di essere quantificata, deve essere documentata con dati attendibili. Essa dimostra comunque quanto l’esperienza, le competenze e la disponibilità degli artigiani continuino a rappresentare una risorsa per la società.

giampaolo palazzi
platea convegno
soci ANAP a Bagno di Romagna
menicacci benessere termale
Gruppi provinciali ANAP Emilia Romagna
taglio torta

Le terme non sono un lusso: sono un investimento sulla persona

Da queste considerazioni nasce una rivendicazione che, come ANAP Confartigianato, dobbiamo portare avanti con determinazione: il diritto di stare bene deve diventare una priorità concreta delle politiche sociali.

Le terme non devono essere considerate soltanto una destinazione per chi dispone di risorse economiche sufficienti. Devono essere riconosciute, nei limiti delle prestazioni appropriate e delle possibilità previste dal sistema sanitario e sociale, come una risorsa da valorizzare per il benessere e la prevenzione.

Naturalmente, non intendiamo sostituirci ai medici o agli specialisti. Le cure e le indicazioni sanitarie spettano ai professionisti competenti. A noi spetta il compito di sostenere le condizioni affinché le persone anziane possano accedere alle opportunità disponibili senza essere penalizzate dal reddito.

Non possiamo dimenticare, infatti, che molti pensionati artigiani devono fare i conti con pensioni modeste, con il costo della vita e con spese quotidiane sempre più difficili da sostenere.

Dopo una vita di lavoro, non è accettabile che il benessere diventi una possibilità concreta soltanto per chi se lo può permettere economicamente.

Per questo chiediamo di rafforzare le opportunità di accesso alle prestazioni termali attraverso una collaborazione più efficace tra istituzioni, sistema sanitario, enti competenti e centri termali.

Occorre verificare come potenziare gli strumenti di convenzionamento e di sostegno già disponibili, coinvolgendo il Servizio sanitario nazionale, l’INPS nei limiti delle rispettive competenze, i fondi e gli strumenti di assistenza integrativa, compreso SAN.ARTI. per le prestazioni previste dai suoi regolamenti.

Dobbiamo inoltre promuovere una maggiore informazione sulle opportunità esistenti, affinché nessun pensionato rinunci a una prestazione appropriata semplicemente perché non conosce gli strumenti disponibili o non sa come accedervi.

La socialità è una risorsa contro l’isolamento

Il benessere, tuttavia, non si esaurisce nella dimensione fisica. Esiste un altro problema che riguarda da vicino il mondo degli anziani: il rischio dell’isolamento sociale.

Dopo il pensionamento possono cambiare le abitudini, le relazioni quotidiane e il rapporto con la comunità. Per chi ha trascorso una vita intera nel proprio laboratorio, nella propria officina o nella propria attività, la conclusione del lavoro può comportare anche la perdita di una parte importante della propria rete di relazioni.

Eppure, la persona non perde valore quando smette di lavorare. Continua ad avere esperienze da condividere, capacità da trasmettere, idee da proporre e un ruolo da svolgere nella società.

Per questo considero i centri termali anche luoghi di aggregazione, incontro e partecipazione. Luoghi nei quali si possono costruire nuove relazioni, ritrovare vecchie amicizie, scambiare esperienze e riscoprire il piacere di stare insieme.

La socialità non sostituisce le cure sanitarie, ma può contribuire al benessere complessivo della persona e contrastare quella solitudine che, troppo spesso, accompagna l’avanzare dell’età.

Una comunità che si prende cura dei propri anziani è una comunità più forte, più solidale e più capace di guardare al futuro.

Invecchiamento attivo: continuare a essere protagonisti

Come Presidente regionale ANAP Confartigianato Emilia-Romagna, ritengo che il tema dell’invecchiamento attivo debba occupare uno spazio centrale nelle nostre iniziative.

L’ANAP nazionale porta avanti da anni questo impegno, che rappresenta uno degli argomenti ricorrenti dei nostri incontri e dei nostri convegni provinciali.

Ma che cosa significa davvero invecchiamento attivo?

Significa, innanzitutto, non rassegnarsi all’idea che l’età debba coincidere con la rinuncia a progettare.

Significa continuare ad avere obiettivi, interessi e motivazioni. Significa alzarsi al mattino con un’idea nuova, con un progetto da realizzare o semplicemente con il desiderio di imparare qualcosa.

Significa mantenersi attivi attraverso il movimento fisico adeguato alle proprie condizioni, camminare, viaggiare quando possibile, coltivare le amicizie, partecipare alla vita associativa e confrontarsi con le istituzioni.

Significa tenere allenata la mente, leggere, informarsi, utilizzare le nuove tecnologie e continuare a esercitare quella creatività che ha sempre caratterizzato il mondo artigiano.

Perché la fantasia, l’ingegno e la capacità di trovare soluzioni non appartengono soltanto alla giovinezza. Sono qualità che, con l’esperienza, possono diventare ancora più preziose.

Dobbiamo quindi lavorare per costruire occasioni di partecipazione, spazi di incontro e progetti condivisi. Dobbiamo favorire un vero collegamento tra le generazioni, affinché i giovani possano apprendere dall’esperienza degli anziani e questi ultimi possano continuare a sentirsi parte attiva della società.

Il nostro obiettivo non deve essere soltanto quello di aggiungere anni alla vita, ma di aggiungere qualità, relazioni, autonomia e significato agli anni che viviamo.

Il benessere degli anziani è anche una scelta economica lungimirante

Investire nel benessere degli anziani non è soltanto una scelta di civiltà. È anche una decisione che può produrre benefici sociali ed economici.

La prevenzione, la promozione di stili di vita attivi, il contrasto all’isolamento e il sostegno all’autonomia possono contribuire a preservare la qualità della vita e, in determinate condizioni, a contenere il ricorso a servizi assistenziali e sanitari più complessi.

Naturalmente, questi risultati richiedono interventi appropriati, continuità e una valutazione concreta dei costi e dei benefici.

Ma il principio è chiaro: non possiamo pensare di affrontare le sfide dell’invecchiamento intervenendo soltanto quando emergono le difficoltà. Dobbiamo investire anche prima, creando condizioni favorevoli al benessere e alla partecipazione.

Le persone anziane non sono soltanto destinatarie di servizi. Sono una risorsa sociale, culturale ed economica.

Sono cittadini, genitori, nonni, volontari, associati e custodi di competenze che rischieremmo di disperdere se non sapessimo valorizzarle.

Ecco perché chiediamo alle istituzioni di considerare l’invecchiamento attivo come una componente strutturale delle politiche regionali, non come un argomento da affrontare soltanto in occasione di qualche convegno.

Una proposta concreta: il «Bonus Benessere Artigiano»

È arrivato il momento di trasformare questi principi in proposte operative.

Come ANAP Confartigianato Emilia-Romagna, dobbiamo avanzare richieste precise e aprire un confronto con chi ha la responsabilità di assumere decisioni.

In questa direzione si colloca la proposta di istituire un «Bonus Benessere Artigiano», uno strumento da costruire insieme alla Regione, alle istituzioni locali, ai centri termali e alle organizzazioni rappresentative del mondo artigiano.

L’obiettivo sarebbe quello di favorire l’accesso ai soggiorni e ai percorsi di benessere termale per i pensionati artigiani, con particolare attenzione a coloro che dispongono di redditi più bassi o che incontrano maggiori difficoltà economiche.

Non chiediamo interventi privi di copertura o promesse irrealizzabili. Chiediamo di aprire un tavolo di lavoro per valutare le risorse disponibili, le modalità di accesso, i criteri di priorità e le possibili forme di compartecipazione.

La proposta potrebbe essere sviluppata attraverso una collaborazione tra:

  • Regione Emilia-Romagna ed enti locali, per valutare le opportunità di sostegno sociale e di promozione del benessere;

  • centri termali, per individuare condizioni economiche agevolate e pacchetti dedicati;

  • ANAP Confartigianato, per contribuire alla definizione dei bisogni e alla diffusione delle informazioni;

  • gli enti e i fondi di assistenza competenti, per verificare le prestazioni e gli strumenti effettivamente utilizzabili.

In questo modo potremmo costruire un modello concreto, sostenibile e verificabile, capace di ridurre i costi di soggiorno e di ampliare le possibilità di accesso.

Accanto al bonus, chiediamo anche di valutare protocolli di prevenzione e iniziative di informazione rivolti in particolare agli artigiani che, durante la vita lavorativa, sono stati esposti a sforzi fisici intensi, movimenti ripetitivi, posture gravose e altri rischi professionali.

Le esigenze di un muratore non sono necessariamente le stesse di quelle di una sarta, di un meccanico o di un falegname. Per questo è importante promuovere percorsi di informazione e prevenzione capaci di tenere conto delle diverse esperienze lavorative, sempre con il coinvolgimento dei professionisti sanitari.

La nostra richiesta è semplice: passare dalle dichiarazioni di principio a un programma di lavoro con obiettivi, interlocutori e tempi definiti.

Il confronto con la Regione: portare le nostre istanze ai tavoli istituzionali

Il percorso di confronto avviato tra i responsabili provinciali e regionali della nostra associazione ci consente oggi di guardare avanti con maggiore determinazione.

In questa prospettiva si inserisce l’incontro previsto per il primo dicembre, attraverso il CUPLA, con il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore regionale Fabi.

Sarà un’occasione importante per sottoporre all’attenzione delle istituzioni le esigenze dei pensionati e le proposte che intendiamo sostenere.

Dovremo ribadire che il benessere termale deve essere considerato anche una questione di equità sociale e di accessibilità economica.

Le pensioni di molti artigiani hanno difficoltà a tenere il passo con l’aumento del costo della vita. Per numerose famiglie, anche una spesa apparentemente contenuta può diventare un ostacolo alla partecipazione.

Per questo non possiamo accettare che l’accesso alle opportunità di benessere dipenda esclusivamente dalla disponibilità economica individuale.

Dobbiamo chiedere alla Regione di valutare strumenti concreti, partendo proprio dalla proposta del «Bonus Benessere Artigiano», dalle agevolazioni sui soggiorni e dal rafforzamento delle iniziative di prevenzione.

Il nostro intento non è rivendicare un privilegio per una categoria, ma contribuire alla costruzione di politiche che riconoscano il valore del lavoro svolto e che sappiano rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia.

Gli artigiani pensionati chiedono attenzione, non assistenzialismo; chiedono opportunità, non promesse; chiedono di poter vivere con dignità gli anni che hanno conquistato attraverso una vita di impegno.

L’esperienza degli anziani deve generare futuro

Vorrei concludere tornando al significato più profondo di queste giornate trascorse insieme.

Non sarà certamente un convegno, né un soggiorno di due giorni in un centro termale, a risolvere tutti i problemi quotidiani dei pensionati.

Ma questi momenti hanno un valore importante: ci consentono di incontrarci, confrontarci, mettere in comune le nostre esperienze e individuare nuove strade da percorrere.

Se oggi siamo qui, è anche grazie al lavoro dei nostri responsabili provinciali e regionali, che hanno saputo costruire occasioni di dialogo e di crescita.

Come ANAP Confartigianato Emilia-Romagna, dobbiamo continuare su questa strada, rafforzando la nostra capacità di rappresentanza e dando voce alle esigenze delle persone che rappresentiamo.

L’allungamento della vita è una grande conquista della nostra società. Ma vivere più a lungo deve significare anche avere maggiori opportunità di partecipare, di essere ascoltati, di mantenere relazioni e di contribuire alla crescita della comunità.

Noi artigiani pensionati abbiamo accumulato un patrimonio di conoscenze, esperienze e capacità che non può essere disperso.

Questa energia deve diventare futuro.

Dobbiamo continuare a proporre idee, stimolare le istituzioni, costruire collaborazioni e dimostrare che l’età non cancella la voglia di fare, la creatività e il senso di responsabilità.

Il benessere, dunque, non è soltanto una questione individuale. È una responsabilità collettiva, che coinvolge le istituzioni, le associazioni, il sistema sanitario, il mondo termale e l’intera comunità.

Per questo dobbiamo impegnarci affinché ogni persona anziana possa vivere con dignità, autonomia e partecipazione, indipendentemente dalle proprie possibilità economiche.

La salute e il benessere sono il minimo sindacale che dobbiamo rivendicare per i nostri pensionati.

Lo dobbiamo a chi ha lavorato per una vita intera, a chi ha costruito imprese e famiglie, a chi ha contribuito alla crescita dell’Emilia-Romagna e dell’Italia.

Lo dobbiamo agli artigiani che, con le proprie mani, hanno trasformato il lavoro in valore e il sacrificio in futuro.

E lo dobbiamo anche alle generazioni che verranno, perché una società che rispetta e sostiene i propri anziani è una società che costruisce un futuro migliore per tutti.

Noi abbiamo dato tanto a questo Paese. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, rispetto e opportunità concrete per vivere bene gli anni della pensione.

Perché non basta vivere più a lungo: dobbiamo poter vivere meglio.

Grazie a tutti.

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