La Legge delinea un quadro di interventi mirati a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, potenziare la prevenzione sanitaria e stabilizzare alcune misure di assistenza sociale.
La Legge di Bilancio 2026-2028 approvata definitivamente a fine dicembre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026, prevede un intervento di circa 22 miliardi di euro. Nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, questa manovra non comporta un aumento del disavanzo.
La legge, come sottolineato dal MEF, pone al centro i redditi più bassi, riduce le tasse per famiglie, lavoro dipendente e ceto medio, affiancando a queste priorità interventi mirati a sostegno delle imprese. Nel complesso, rafforza il potere d’acquisto, potenzia la sanità e favorisce la competitività del sistema produttivo.
Ma ecco un’analisi dettagliata delle principali novità suddivise per i pilastri del “sociale”.
Sanità
Il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) sale a 142,9 miliardi di euro per il 2026. L’obiettivo principale è la riduzione delle liste d’attesa e il rafforzamento della medicina territoriale.
Personale Sanitario
- Viene estesa la tassazione agevolata (Irpef al 5%) per i compensi da lavoro straordinario per medici, infermieri e personale delle RSA.
- È confermata la possibilità per gli operatori sanitari di rimanere in servizio, su base volontaria, fino a 70 anni.
Prevenzione Oncologica e Screening
- Stanziati circa 485 milioni di euro per estendere gli screening gratuiti (tumore alla mammella per le fasce 45-49 e 70-74 anni; tumore del colon-retto per la fascia 70-74 anni).
- Potenziamento dei test genomici per il carcinoma mammario e della diagnosi precoce per malattie rare e Parkinson.
- Digitalizzazione: Stanziati 20 milioni di euro annui per la telemedicina e l’implementazione della ricetta elettronica transfrontaliera.
- Farmaceutica: Si registra una stretta sulla spesa farmaceutica con la riduzione del “Fondo farmaci innovativi” di 140 milioni di euro, pur mantenendo un tetto complessivo elevato.
Previdenza
La manovra non stravolge l’impianto attuale, ma introduce alcuni correttivi per i redditi più bassi e per chi sceglie di restare al lavoro.
- Pensioni Minime: È previsto un incremento strutturale delle maggiorazioni sociali, che porta a un aumento di circa 20 euro al mese per i trattamenti minimi.
- Flessibilità in Uscita:
- Prorogata l’APE Sociale per tutto il 2026 per le categorie svantaggiate (disoccupati, caregiver, lavori gravosi).
- Confermato il “Bonus Maroni”(incentivo al posticipo del pensionamento) per chi, pur avendo i requisiti per la pensione anticipata (Quota 103), decide di restare in servizio: i contributi previdenziali a carico del lavoratore vengono accreditati direttamente in busta paga.
- Maternità e Previdenza: Per le lavoratrici che ricadono interamente nel sistema contributivo, è riconosciuto un anticipo sull’età pensionabile di 4 mesi per ogni figlio (fino a un massimo di 12 mesi).
Assistenza e famiglia
Il welfare si concentra sulla natalità e sulla protezione dei nuclei fragili attraverso una revisione del calcolo della ricchezza familiare.
- Riforma ISEE: La principale novità riguarda l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’ISEE fino a un valore catastale di circa 91.500 euro (soglia che può salire a 120.000 euro nelle grandi città metropolitane). Questo facilita l’accesso a bonus nido e assegni familiari.
- Sostegno alle Madri Lavoratrici: Confermato lo sgravio contributivo totale per le madri con 3 o più figli (fino ai 18 anni dell’ultimo figlio).
- Per le madri con 2 figli (fino ai 10 anni del secondo), il beneficio è condizionato a un reddito annuo inferiore a 40.000 euro.
- Assegno di Inclusione (AdI): La misura viene confermata ma con controlli più rigidi; è prevista una sospensione di un mese dell’erogazione in fase di rinnovo dopo i primi 18 mesi.
Congedi Parentali: Estesa l’indennità all’80% della retribuzione per i primi mesi di congedo, inclusi i casi di adozione e affidamento. Raddoppiati i giorni di congedo per malattia del figlio dopo i 3 anni (da 5 a 10 giorni).
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