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L’intelligenza artificiale (AI) può essere utilizzata per supportare gli anziani soli in vari modi. Ad esempio, le tecnologie di riconoscimento vocale e di comando possono aiutare gli anziani con difficoltà motorie o visive a controllare dispositivi domestici o dispositivi medici. Inoltre, le “chatbot” o assistenti virtuali possono fornire compagnia e supporto psicologico attraverso conversazioni simulate.

Inoltre, l’AI può essere utilizzata per monitorare la salute e il benessere degli anziani soli, ad esempio, tramite sensori che rilevano i movimenti e le attività quotidiane. In caso di problemi o anomalie, l’AI può generare allarmi per avvisare i caregiver o i familiari.
In generale, l’AI può offrire un supporto significativo per gli anziani soli, ma è importante notare che deve essere utilizzato in combinazione con il supporto umano e non come sostituto.

Gli anziani che vivono da soli possono essere a rischio di isolamento sociale e di problemi di salute mentale. È importante che queste persone abbiano supporto da parte della famiglia, degli amici e della comunità per garantire che abbiano accesso alle cure mediche e alle risorse di cui hanno bisogno e per prevenire l’isolamento. Inoltre, le organizzazioni per gli anziani e i servizi di assistenza domiciliare possono fornire aiuto supplementare per gli anziani che vivono da soli.

Gli assistenti vocali sono programmi software progettati per eseguire comandi vocali e fornire informazioni aiutando gli utenti ad interagire con i dispositivi elettronici. Gli assistenti vocali più popolari sono Amazon AlexaGoogle Assistant e Apple Siri. Essi possono essere utilizzati per controllare la musica, impostare timer, effettuare chiamate e inviare messaggi, ottenere informazioni su meteo, notizie, traffico, e molto altro ancora. Possono essere utilizzati su dispositivi come smartphone, tablet, smart speaker e dispositivi indossabili. Gli assistenti vocali sono molto utili per le persone con difficoltà motorie e visive, e per chi vuole eseguire azioni senza utilizzare le mani.

Il divario digitale con le nuove tecnologie

Il divario digitale è la differenza nell’accesso e nell’uso delle tecnologie digitali tra diversi gruppi di persone. Ci sono diverse cause che possono contribuire al divario digitale, tra cui:

  • Disuguaglianze economiche: le persone con bassi redditi o appartenenti a gruppi svantaggiati potrebbero non avere gli stessi mezzi per accedere a tecnologie digitali di ultima generazione.
  • Disuguaglianze educative: le persone con livelli di istruzione più bassi possono avere difficoltà ad utilizzare le tecnologie digitali o a comprendere i loro benefici.
  • Disuguaglianze geografiche: le persone che vivono in aree rurali o remote potrebbero avere difficoltà ad accedere a infrastrutture di telecomunicazione di qualità.

Il divario digitale può avere conseguenze negative sull’inclusione sociale, l’educazione, la formazione professionale, la salute e l’occupazione.

Per ridurre il divario digitale, è necessario agire su diverse fronti, ad esempio:

  • promuovendo l’educazione digitale;
  • rendendo disponibili servizi online di qualità;
  • rendere accessibili i servizi digitali a prezzi accessibili;
  • offrendo supporto per l’utilizzo delle tecnologie digitali;
  • garantire che le tecnologie digitali siano accessibili anche per le persone con disabilità.

L’ANAP di Confartigianato ha da diversi anni affrontato il problema di questo divario, realizzando su numerosi territori e realtà sociali, una serie di incontri formativi e di corsi, per rendere i nostri anziani più indipendenti e sicuri di sé. Una corretta educazione digitale come il delicato tema della sicurezza online è fondamentale per coloro che sono poco pratici delle nuove tecnologie.

L’ANAP durante la pandemia ha affrontato da subito l’invasione di nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni. La realizzazione di servizi e di corsi online per rendere gli anziani soli sempre meno isolati e più assistiti nelle varie necessità quotidiane.

Image by Freepik

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L'intelligenza artificiale, anziani soli o in Rsa e il divario digitale