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Monitoraggio LEA 2024: la fotografia della “salute” del Servizio Sanitario Nazionale, Regione per Regione
I dati dell’ultimo monitoraggio del Nuovo Sistema di Garanzia, ci consentono di conoscere meglio pregi e difetti del nostro SSN. Se l’assistenza ospedaliera tiene, la prevenzione e la medicina territoriale mostrano affanni preoccupanti, con pesanti ricadute sulle liste d’attesa e sulla presa in carico degli anziani e dei malati cronici. Ma monitorare, non basta, occorre, secondo l’Anap, intensificare gli sforzi per sanare le carenze territoriali emerse dal documento.
Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per l’anno 2024, che si è concluso lo scorso 14 maggio, ma i cui dati sono stati resi pubblici dal Ministero della Salute solo pochi giorni fa, rappresenta la radiografia ufficiale della sanità italiana. Effettuato tramite gli indicatori Core del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), questo monitoraggio non si limita a registrare la spesa, ma misura la qualità, l’appropriatezza e l’effettiva erogazione delle cure ai cittadini nelle tre macroaree fondamentali: prevenzione collettiva, assistenza territoriale e assistenza ospedaliera.
I dati delle tre macro-aree del Monitoraggio
Assistenza Ospedaliera
I dati mostrano un quadro generalmente positivo per l’assistenza ospedaliera in quasi tutte le Regioni. Le reti dell’emergenza-urgenza, i tempi di intervento per patologie acute (come l’infarto del miocardio) e l’appropriatezza dei ricoveri chirurgici tengono. Tuttavia, questa “promozione” ospedaliera nasconde un paradosso: l’ospedale funziona spesso perché costretto a fare da ammortizzatore sociale a causa delle carenze della rete territoriale. Per gli anziani, il rischio concreto è quello di un ricovero improprio o prolungato, dovuto alla mancanza di alternative protette nel post-dimissione.
Assistenza Territoriale
È qui che emergono le criticità più severe. La medicina del territorio stenta a decollare. Gli indicatori Core evidenziano forti ritardi nell’attivazione delle Case della Comunità e nella reale integrazione dei servizi sociosanitari. Il punteggio cala drasticamente quando si analizza la continuità assistenziale: la carenza di medici di medicina generale e la frammentazione dei servizi lasciano spesso le famiglie in condizioni di isolamento nella gestione delle patologie croniche.
Prevenzione
La prevenzione collettiva e la salute pubblica registrano performance altalenanti. Se le coperture vaccinali pediatriche mostrano una ripresa, l’adesione agli screening oncologici e le coperture vaccinali dell’adulto e dell’anziano (come l’antinfluenzale e l’anti-pneumococcica) non hanno ancora raggiunto i target ottimali in diverse aree del Paese. Un deficit di prevenzione oggi si traduce inevitabilmente in un aumento delle malattie acute e della disabilità domani.
Il nodo delle liste d’attesa e dell’accessibilità
Sebbene l’impianto del NSG monitori i LEA attraverso indicatori strutturali e di esito, il riflesso diretto dei ritardi territoriali si riversa sui tempi di accesso alle prestazioni. Le liste d’attesa per visite specialistiche e accertamenti diagnostici non urgenti rimangono una barriera insormontabile per molti. Questo fenomeno alimenta la cosiddetta “rinuncia alle cure” o costringe a ricorrere alla sanità privata a pagamento, un’opzione insostenibile per la maggior parte dei pensionati, minando alla radice il principio di universalità del SSN.
Lo stesso monitoraggio 2024 introduce, del resto, un indicatore specifico sulla rinuncia alle prestazioni sanitarie per problemi organizzativi dell’offerta o per ragioni economiche. Il dato sta a significare che è necessario affiancare alla valutazione delle performance anche una lettura più concreta dell’accessibilità dei servizi.
Il Punto dell’Anap
La lettura del monitoraggio impone una riflessione attenta su tre pilastri specifici:
- Assistenza Domiciliare Integrata: Il NSG rileva un incremento dei pazienti presi in carico a domicilio, spinto anche dagli obiettivi del PNRR. Tuttavia, a mancare spesso è l’intensità e la qualità delle cure. Non basta “aprire una cartella” domiciliare; occorre garantire un numero adeguato di ore di assistenza infermieristica e riabilitativa per evitare l’istituzionalizzazione forzata.
- Residenzialità e posti letto nelle RSA: Gli indicatori evidenziano una cronica eterogeneità nell’offerta di posti letto nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti. Il Nord mantiene una rete più densa, mentre il Centro-Sud sconta una carenza strutturale che scarica interamente il lavoro di cura sulle spalle dei caregiver
- La gestione della cronicità e la fragilità: Il mancato coordinamento tra specialisti e medici di famiglia incide direttamente sulla qualità della vita dei malati cronici. Senza una cabina di regia territoriale, l’anziano con più patologie si trova a doversi districare da solo in un labirinto burocratico per ottenere ricette, visite e presidi.
Per l’Anap, dunque, la vera sfida non è sapere quale Regione ha preso il voto più alto, ma capire se il sistema sta garantendo il diritto alla salute e come intervenire affinché il divario regionale possa essere superato o, quanto meno, ridimensionato.
- Anap
- Anap Confartigianato, LEA
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