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Nonni digitali tra solitudine e sicurezza online: attenzione ai nuovi rischi
L’uso quotidiano dello smartphone è ormai una realtà consolidata anche tra gli anziani. A confermarlo è l’indagine “Nonni Digitali”, realizzata dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche GAP e Cyberbullismo (Di.Te.) in collaborazione con ANAP Confartigianato, i cui risultati sono stati approfonditi da La Repubblica.
I dati raccontano un cambiamento profondo nelle abitudini della terza età: lo smartphone non è più solo uno strumento utile, ma entra a pieno titolo nella vita quotidiana, con implicazioni sociali, emotive e di sicurezza che meritano attenzione.
Solitudine digitale: quando lo smartphone diventa compagnia
Uno degli aspetti più significativi che emerge dalla ricerca riguarda la solitudine. Una parte rilevante degli anziani dichiara che l’uso del cellulare li fa sentire meno soli, soprattutto tra chi vive da solo. Questo dato evidenzia un nodo centrale: la tecnologia viene spesso utilizzata per compensare una mancanza di relazioni reali.
Come spiega Giuseppe Lavenia, presidente di Di.Te., «quando la tecnologia riduce la solitudine significa che la solitudine è già strutturata». Un’affermazione che chiarisce come il digitale possa attenuare il disagio, senza però risolverne le cause profonde.
Il digitale, in questi casi, non è solo un mezzo di comunicazione, ma diventa una presenza costante che riempie il tempo e attenua il senso di isolamento. Tuttavia, la tecnologia non risolve la solitudine, ma rischia di mascherarla. Se usata in modo sostitutivo, può ridurre le occasioni di incontro, di movimento e di partecipazione alla vita sociale.

Sicurezza online: una vulnerabilità ancora diffusa
Accanto alla solitudine, l’indagine mette in luce un’altra criticità: la sicurezza digitale degli anziani. Una quota significativa del campione dichiara di imbattersi frequentemente in fake news o tentativi di truffa online, pur ritenendo di avere un buon controllo della propria privacy.
Questa apparente contraddizione segnala una vulnerabilità reale, legata a diversi fattori:
- maggiore fiducia nei messaggi ricevuti;
- difficoltà nel riconoscere contenuti ingannevoli;
- uso intenso di strumenti digitali senza un’adeguata alfabetizzazione.
Le truffe online sfruttano spesso leve emotive come l’urgenza, la paura o il bisogno di relazione, rendendo gli anziani particolarmente esposti. Per questo motivo, informazione e prevenzione restano elementi fondamentali.
Il ruolo delle relazioni e della prevenzione
La ricerca evidenzia con chiarezza che la risposta ai rischi del digitale non può essere il divieto o il controllo rigido, ma la presenza, l’ascolto e l’accompagnamento. Favorire occasioni di socialità, attività condivise, volontariato e momenti di incontro reale è essenziale per riequilibrare il rapporto tra vita online e vita offline.
Approfondimenti e fonte
L’analisi completa, con dati, testimonianze e il contributo diretto degli esperti, è disponibile nell’articolo pubblicato da La Repubblica, che rappresenta la fonte di riferimento per comprendere nel dettaglio i risultati dell’indagine “Nonni Digitali”.
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