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Nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale: una sanità più moderna e giusta che tende a superare le disuguaglianze regionali
Con la pubblicazione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza entrano nel Servizio Sanitario oltre 800 prestazioni tra diagnosi avanzate e malattie croniche. Un passo avanti importante anche per la popolazione anziana, che contrasta però con lo stallo parlamentare dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali. Il parere dell’Anap Confartigianato.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 227 del 30 settembre) del nuovo decreto sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) segna un passaggio decisivo per il Servizio Sanitario Nazionale. Dopo anni di attese e complessi iter burocratici, il sistema sanitario pubblico aggiorna il proprio catalogo con circa 800 nuove prestazioni, terapie e servizi diagnostici.
Le dichiarazioni del Ministro e il Comunicato del Ministero della Salute
Ad accompagnare l’entrata in vigore del provvedimento sono state le parole del Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito l’aggiornamento un “risultato storico” volto a costruire un Servizio Sanitario Nazionale “più moderno, più equo e più vicino ai reali bisogni di salute dei cittadini“. Il Ministro ha sottolineato come l’obiettivo primario sia quello di superare le disuguaglianze regionali, affinché “non ci siano più una sanità di serie A e una di serie B“.
Ma vediamo, in dettaglio, il comunicato n. 62 del 1° ottobre, del Ministero della Salute:
“Con la pubblicazione dei nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Servizio Sanitario Nazionale più moderno, più equo e più vicino ai loro reali bisogni di salute”.
Così il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, sulla pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del dpcm e del decreto ministeriale di aggiornamento dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza.
Si tratta di un provvedimento che ho fortemente voluto per garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi. Perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Servizio Sanitario Nazionale più giusto per tutti. Questo è stato un obiettivo di governo fin dal nostro insediamento.
L’aggiornamento precedente dei Lea risale al 2017. Ma ha trovato piena attuazione solo nel 2024, con lo sblocco del necessario decreto tariffe voluto dal Ministro Schillaci. Il precedente dpcm era del 2001.
Questo nuovo aggiornamento è un risultato storico – prosegue il Ministro – che risponde alla chiara volontà politica di intervenire sui LEA in tempi rapidi, assicurando alla sanità pubblica la capacità di tenere il passo con le innovazioni, che hanno valore solo se realmente accessibili davvero a tutti e senza dover attendere decenni. L’eliminazione delle prestazioni obsolete – conclude Schillaci – contribuirà, poi, a rafforzare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario, rendendolo ancora più resiliente nell’affrontare le nuove sfide di salute.
L’aggiornamento dei Lea prevede circa 800 fra nuovi servizi, prestazioni e terapie attraverso interventi di modifica, sostituzione e revisione delle voci precedenti. Si interviene, ad esempio, nel campo della prevenzione, dell’oncologia, delle malattie rare e croniche.
Sono previsti, per citare alcuni degli interventi innovativi:
- l’adozione dello lo screening neonatale della SMA su tutto il territorio nazionale;
- l’ampliamento del programma di screening neonatale (SNE) che viene esteso a ulteriori otto patologie metaboliche e rare;
- l’introduzione di nuove prestazioni come i test prenatali non invasivi;
- l’introduzione di nuove prestazioni per il controllo della gravidanza fisiologica a tutela della mamma e del nascituro.
Per le malattie croniche e invalidanti sono inserite nuove patologie e introdotte nuove prestazioni in esenzione. Sono introdotte nuove malattie rare esenti e previsti importanti aggiornamenti nella descrizione delle malattie o gruppi di malattie rare già presenti.
In ambito oncologico si sottolineano:
- l’inserimento di prestazioni per una migliore caratterizzazione del carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce, che consentirà di somministrare la terapia più efficace;
- l’avvio, a livello nazionale, di un programma di screening e di sorveglianza per la ricerca delle varianti patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2 in donne familiari di casi affetti da tumore della mammella e/o dell’ovaio risultati positivi alle due varianti. Per le donne sane, ma risultate positive alle due varianti, si prevedono percorsi di sorveglianza attiva per consentire la diagnosi precoce del tumore della mammella e dell’ovaio (es. visite senologiche, ecografie, mammografie);
- l’aggiornamento delle prestazioni di radioterapia, prevedendo un unico percorso sia per la prestazione radioterapica sia per quelle preparatorie al trattamento.
Novità anche per la specialistica ambulatoriale con l’inserimento di nuove prestazioni e la cancellazione di quelle obsolete.
Cosa cambia per la popolazione anziana
Se da un lato il provvedimento porta con sé innovazioni di rilievo nella diagnostica molecolare e nei programmi di screening per i più giovani, dall’altro impatta in modo significativo sulla vita della popolazione anziana e dei pazienti affetti da multimorbilità:
- Espansione delle esenzioni per le Malattie Croniche: L’aggiornamento amplia la lista delle patologie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione, introducendo nuovi esami diagnostici e visite di controllo periodiche completamente a carico del SSN.
- Percorsi oncologici e radioterapia “tutto compreso”: Per la gestione dei tumori nei soggetti anziani, viene ridisegnata l’assistenza radioterapica con pacchetti integrati che uniscono la preparazione e il trattamento vero e proprio. Inoltre, i nuovi test di farmacogenetica permetteranno di calibrare meglio i dosaggi farmacologici, riducendo gli effetti collaterali.
- Revisione dell’assistenza protesica e dei dispositivi: Sono stabiliti standard aggiornati per l’accesso e la fornitura di ausili, protesi e dispositivi medici per l’autonomia, facilitando il mantenimento della qualità di vita a domicilio.
Il nodo irrisolto dei livelli essenziali per l’assistenza sociale
Secondo l’Anap Confartigianato, nonostante la portata storica di questa riforma sanitaria, emerge un forte elemento di stridore quando si allarga lo sguardo all’assistenza sociale. I Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, necessari per definire standard minimi e uniformi sul territorio in tema di non autosufficienza, assistenza domiciliare integrata e supporto ai caregiver, rimangono impantanati nelle aule e nelle commissioni parlamentari.
Questa spaccatura crea un evidente paradosso: l’anziano cronico trova oggi una tutela sanitaria rafforzata sul piano clinico e diagnostico, ma continua ad affrontare una carenza strutturale sul piano dell’assistenza sociale quotidiana e del sostegno alla non autosufficienza.
In un Paese ad alto tasso di invecchiamento come l’Italia, trattare la salute anziana unicamente sotto il profilo medico, sempre secondo l’Anap Confartigianato, è riduttivo. Un anziano non autosufficiente non ha bisogno soltanto di un esame diagnostico esente da ticket, ma di un sistema che garantisca continuità tra l’ospedale e la propria abitazione, sollevando le famiglie dal peso economico e psicologico della cura.
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