Novità » Piano Nazionale Demenze
Una rete di protezione contro l’Alzheimer: dal nuovo Piano Nazionale Demenze alla prevenzione
In occasione della Giornata Mondiale del 21 settembre, il Ministero della Salute lancia la nuova programmazione assistenziale per contrastare le demenze e sostenere le famiglie. L’importanza della diagnosi precoce, le dichiarazioni del Ministro e l’impegno concreto dell’Anap sul territorio per fare prevenzione.
Il 21 settembre si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un appuntamento centrale per sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia neurodegenerativa che rappresenta una delle sfide sanitarie e sociali più complesse del nostro tempo. In tutto il mondo si sono prese iniziative di grande rilievo: la Alzheimer’s Disease International (ADI) ha guidato la campagna globale focalizzata sull’abbattimento dello stigma e sull’importanza dell’azione tempestiva, mentre nei vari continenti si sono tenute manifestazioni simboliche, illuminazioni di monumenti in viola e l’avvio di grandi partnership internazionali sulla ricerca clinica per accelerare l’accesso ai nuovi trattamenti.
Il problema dell’Alzheimer è estremamente grave: in Italia le persone affette da demenza sono circa 1,2 milioni, di cui oltre la metà colpite da Alzheimer, ma se si considerano i familiari e i caregiver coinvolti nella gestione quotidiana, l’impatto sociale riguarda direttamente circa 6 milioni di cittadini.
Il nuovo Piano Nazionale Demenze
Proprio il 21 settembre, il Ministero della Salute ha presentato a Roma il nuovo Piano Nazionale Demenze (2027-2031), l’architettura strategica destinata ad aggiornare la programmazione ferma al 2014 per integrarla con i decreti e i principi di tutela della non autosufficienza.
Il documento punta a rafforzare la capacità del sistema di rispondere ai bisogni delle persone con demenza e delle loro famiglie, favorendo una presa in carico più strutturata e adeguata nelle diverse fasi della malattia.
Il PND definisce obiettivi chiari, indicatori misurabili e individua sette aree di azione:
- fare della demenza una priorità di salute pubblica, inserendola in tutte le politiche sociosanitarie nazionali e regionali;
- promuovere la conoscenza e l’attenzione pubblica, per creare un contesto sociale inclusivo e amichevole;
- agire sui fattori modificabili per ridurre il rischio;
- costruire sistemi di supporto sanitario e sociale integrati, capaci di prendersi cura delle persone coinvolte dalla fase della diagnosi al fine vita, sempre rispettando la loro centralità e le loro preferenze;
- fornire ogni adeguato supporto a chi si prende cura della persona con demenza, sia formalmente che informalmente;
- creare o potenziare i Sistemi Informativi dedicati, per assicurare un monitoraggio e una valutazione costanti, finalizzati al miglioramento della programmazione degli interventi;
promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione, e implementarle in linea con le priorità che esse individuano.
Per ciascuna area sono stati definiti obiettivi, azioni e indicatori che consentiranno il monitoraggio dell’attuazione del Piano e la valutazione dei risultati conseguiti. Il PND prevede, in totale, 43 obiettivi nazionali, 58 azioni per il loro raggiungimento e 64 indicatori per la valutazione. Fra gli esiti attesi, con l’adozione del documento, c’è il rafforzamento della rete dei servizi dedicati alla diagnosi, al trattamento e al supporto per le persone con demenza.
Il Piano punta, poi, a garantire una presa in carico appropriata e continuativa in tutti i luoghi di cura (dal domicilio alle strutture) attraverso il rafforzamento del personale e l’attenzione agli ausili necessari per sostenere l’autonomia della persona, prevedendo anche investimenti specifici e dedicati.
Il PND riconosce il ruolo fondamentale dei caregiver e dedica una specifica linea di intervento alla loro formazione e al loro supporto. Rafforza poi l’impegno sulla ricerca nei diversi ambiti della demenza, dalla prevenzione e dalla diagnosi alle modalità di assistenza, riabilitazione, prevenzione secondaria e terziaria, anche attraverso la valorizzazione delle esperienze e dei progetti sviluppati negli ultimi anni.
Per quanto riguarda i tempi e i passaggi di attuazione, il Piano stabilisce un percorso procedurale preciso: dopo la presentazione, il testo passerà all’intesa formale in Conferenza Stato-Regioni. Successivamente, ciascuna Regione e Provincia Autonoma sarà tenuta a recepire il Piano entro i termini previsti e ad aggiornare i propri PDTA locali. L’efficacia della risposta sarà sottoposta a un monitoraggio annuale da parte del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità, con l’obiettivo prioritario di far convergere le risorse finanziarie (a partire dalla prossima Legge di Bilancio) verso i servizi territoriali.
Le dichiarazioni del Ministro della Salute
In occasione della presentazione del documento e della pubblicazione del comunicato ufficiale (n. 59 del 21 settembre 2026), il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato, in particolare, il valore politico e sociale dell’intervento:
L’aggiornamento del Piano Nazionale Demenze si inserisce in una scelta precisa del governo: colmare i ritardi accumulati nel tempo e restituire al Servizio Sanitario Nazionale strumenti che ci consentano una programmazione al passo con i tempi. Un Piano non è un documento di principi: serve a orientare le decisioni, collegare il livello nazionale ai territori, produrre risposte concrete e riconoscibili. L’invecchiamento progressivo della popolazione, specialmente in Italia, rende sempre più urgente dare risposte che non guardino solo all’oggi, ma soprattutto al medio e lungo periodo, ha aggiunto il Ministro.
L’importanza fondamentale della “predizione” e l’impegno dell’Anap
Pur in assenza di farmaci capaci di far regredire la malattia o sconfiggerla definitivamente, la ricerca scientifica concorda su un punto: la predizione e la diagnosi precoce sono strumenti decisivi. Intervenire nelle fasi iniziali, o addirittura pre-cliniche, permette di adottare terapie farmacologiche di nuova generazione e interventi di riabilitazione cognitiva o comportamentale in grado di rallentare significativamente il decadimento, garantendo alla persona e alla sua famiglia anni preziosi di autonomia e qualità della vita.
In questa direzione si inseriscono da tempo le iniziative dell’Anap Confartigianato. Attraverso campionamenti, giornate di screening, momenti di informazione e campagne di prevenzione organizzate sia nazionalmente che territorialmente, l’Anap Confartigianato si è adoperata per promuovere il “controllo tempestivo”. Le iniziative prese dall’Associazione hanno dimostrato nei fatti come l’informazione diffusa e l’attenzione ai primi segnali di spia possano fare la differenza, offrendo un supporto concreto e orientando anziani e famiglie verso percorsi specialistici di diagnosi precoce prima che la malattia prenda il sopravvento.
Potrebbe interessarti:



