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Piano Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030: punto di svolta per il SSN e anziani
Con il nuovo Piano Nazionale maggiore attenzione anche alle problematiche degli anziani.
Il 29 dicembre scorso è stato finalmente approvato il Piano Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) 2025-2030 da parte della Conferenza Unificata. Il Piano segna un punto di svolta fondamentale per il sistema sanitario italiano. Non si tratta solo di un aggiornamento tecnico, ma di una vera riforma strutturale che punta a integrare il benessere psichico in ogni fase della vita, dalla prevenzione precoce alla gestione della cronicità.
“L’intesa raggiunta è una buona notizia per i cittadini e per il servizio sanitario nazionale. Dopo oltre 10 anni abbiamo aggiornato un documento strategico che, grazie alle risorse stanziate nella finanziaria 2026, segnerà concretamente un cambio di passo. La salute mentale torna al centro dell’agenda politica”.
E’ quanto ha dichiarato, in proposito, il Ministro della salute Orazio Schillaci.
Il nuovo piano per la salute mentale nel dettaglio
Ma ecco un’analisi dettagliata delle novità, dei finanziamenti e delle integrazioni legislative previste.
I Pilastri del Piano 2025-2030: Cosa cambia rispetto al passato
Il nuovo Piano abbandona la visione puramente “clinica” (basata solo sulla cura della patologia) per abbracciare un approccio “unificato” (basato non solo sulla patologia ma anche sulla condizione psicologica e sociale) e “multidisciplinare”.
- Dalla cura alla “Salutogenesi”: La novità principale è l’attenzione alla promozione del benessere prima che insorga il disturbo. Il 30% dei fondi stanziati deve essere destinato obbligatoriamente alla prevenzione.
- Accessibilità e Prossimità: Il baricentro si sposta dagli ospedali al territorio. Viene istituzionalizzata la figura dello Psicologo di Base all’interno dei distretti e delle Case di Comunità, per ridurre il ricorso improprio ai Pronto Soccorso.
- Continuità di cura: Il Piano affronta il “buco nero” della transizione tra i servizi per l’infanzia (Neuropsichiatria Infantile) e quelli per gli adulti, garantendo percorsi fluidi per i giovani pazienti.
Risorse e Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha dato concretezza al Piano con stanziamenti specifici. In particolare:
| Anno | Fondi per il PANSM |
| 2026 | Fondi: 80 milioni € Destinazione principale: 30% in prevenzione, potenziamento screening |
| 2027 | Fondi: 85 milioni € Destinazione principale: Implementazione servizi territoriali |
| 2028 | Fondi: 90 milioni € Destinazione principale: Consolidamento reti di assistenza |
| Dal 2029 | Fondi: 30 milioni € (strutturali) Destinazione principale: Assunzioni a tempo indeterminato di psicologi, infermieri e medici |
Nota: Sebbene i fondi per le assunzioni a tempo indeterminato siano spostati al 2029, la manovra 2026 permette alle Regioni di derogare ai tetti di spesa per il personale per rispondere alle urgenze dei Dipartimenti di Salute Mentale.
Salute Mentale, Disabilità e Riforma dell’Invalidità
Il Piano 2025-2030 si intreccia con la Riforma della Disabilità (Dlgs 62/2024), che entrerà pienamente in vigore su tutto il territorio nel 2027 (dopo la sperimentazione 2025-2026).
- Il “Progetto di Vita“: Il disturbo mentale grave viene ora inquadrato all’interno del nuovo concetto di disabilità. Non si riceverà più solo una pensione, ma si avrà diritto a un “Progetto di vita individuale e personalizzato” che integri salute, lavoro e inclusione sociale.
- Semplificazione INPS: Grazie al nuovo sistema di valutazione di base, le persone con disturbi psichici cronici beneficeranno della fine delle visite di rivedibilità per patologie stabilizzate, riducendo lo stress burocratico.
Focus Anziani: Alzheimer e Demenze
Il Piano 2025-2030 dedica una sezione cruciale alla salute mentale nell’invecchiamento, integrandosi con i nuovi fondi della Legge di Bilancio 2026.
- Stanziamenti per l’Alzheimer: La manovra 2026 ha previsto 100 milioni di euro specifici per l’Alzheimer e le demenze senili. Questi fondi servono a finanziare la diagnosi precoce e a sostenere le rette nelle RSA, sollevando le famiglie da costi spesso insostenibili.
- Contro l’Isolamento Sociale: Il Piano riconosce la solitudine come uno dei principali fattori di rischio per il declino cognitivo. Vengono promossi programmi di “allenamento cognitivo” e reti di vicinato per monitorare gli anziani soli.
- Integrazione Geriatria-Psichiatria: Si punta a superare la frammentazione: l’anziano con Alzheimer non è solo un paziente neurologico, ma una persona che necessita di supporto psicologico per la gestione di ansia, depressione e disturbi del comportamento legati alla malattia.
In conclusione, il Piano 2025-2030, supportato dai fondi della Legge di Bilancio 2026, rappresenta un passo fondamentale per portare la salute mentale fuori dai reparti ospedalieri e dentro la vita quotidiana dei cittadini. La sfida principale resterà quindi l’attuazione regionale.
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