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Il 22 maggio l’Istat ha presentato ufficialmente il Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese. Quest’anno il Rapporto, il ventesimo della serie, sviluppa una riflessione documentata sulle trasformazioni che interessano economia e società italiana, integrando le informazioni prodotte dall’Istituto e dal Sistema statistico nazionale. Alle consuete analisi delle condizioni del nostro Paese e delle sue prospettive si affianca un intero capitolo dedicato all’evoluzione del sistema Italia dal 1992 al 2012, che analizza gli sviluppi socio-economici tra due momenti storici segnati da forti criticità e alcune analogie.

Fra i temi più rilevanti su cui si sofferma il Rapporto 2012 emergono quelli delle caratteristiche competitive del sistema economico italiano e delle disuguaglianze sociali e territoriali. Particolarmente interessanti sono i capitoli dedicati alla famiglia (nel periodo di riferimento le famiglie sono aumentate da 20 a 24 milioni ma sono cambiate anche le forme: single non vedovi, mono genitori, coppie risposate), alle disparità (le detrazioni vanno soprattutto a vantaggio dei redditi più bassi mentre gli abbattimenti e le deduzioni dall’imponibile favoriscono particolarmente le famiglie ad alto reddito e riducono la progressività), ai servizi socio sanitari (nel 2010 il Servizio sanitario nazionale ha speso 111 miliardi di euro, pari a 1.833 euro pro capite, con una differenza  notevole tra provincia e provincia. Gli anziani che si sono avvalsi dell’assistenza domiciliare integrata è aumentata nel tempo, da 2 a 4,1 per cento tra il 2001 e il 2010, pur permanendo gli squilibri regionali. Le strutture residenziali per anziani offrono maggiore disponibilità nelle regioni del Nord. Le differenze nell’offerta di posti letto destinati alle persone con disabilità sono invece legati soprattutto all’ampiezza demografica dei comuni). Il Rapporto può essere scaricato o consultato visitando il sito dell’ISTAT.

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