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Stile di vita e dieta mediterranea punti di forza della prevenzione sanitaria degli italiani. Il report Eurostat
Dall’ultimo rapporto Eurostat emerge il primato italiano nell’alimentazione sana. I dati sono la conferma che prevenzione, coesione sociale e stili di vita corretti sono le vere chiavi per un invecchiamento attivo e sereno. Liste d’attesa primo ostacolo alle cure. Un cittadino su due è in sovrappeso.
I dati pubblicati nel recente rapporto Eurostat (edizione 2026 di “Key figures on European living conditions) sulle condizioni di vita nell’Unione Europea, che si riferiscono prevalentemente all’anno 2025, fotografano un continente in cui la percezione della salute resta saldamente positiva: oltre due cittadini europei su tre (il 67,9%) giudicano la propria condizione di salute “buona o molto buona”. È un riscontro tutt’altro che scontato, che testimonia la validità dei sistemi sanitari e di protezione sociale europei nel preservare la qualità della vita.
Tra gli aspetti più significativi emersi dall’indagine vi è l’eccellenza dell’Italia negli stili di vita previdenti e sani. Il nostro Paese si attesta infatti al primo posto assoluto nell’Unione Europea per il consumo quotidiano di frutta, con un netto 54,3%, guidando la classifica europea delle buone abitudini a tavola.
Alimentazione e prevenzione: la forza della tradizione mediterranea
Questo primato non rappresenta una semplice curiosità statistica, ma il riconoscimento di una cultura della salute che ha nelle generazioni anziane il proprio pilastro fondamentale. Sono infatti proprio gli anziani i veri custodi della dieta mediterranea e di un modello di alimentazione equilibrato, basato su prodotti freschi, stagionalità e condivisione familiare.
Prendersi cura della tavola significa fare prevenzione quotidiana: un fattore protettivo essenziale contro le patologie croniche, che consente di mantenere autonomia, vitalità e benessere psicofisico anche nei decenni più avanzati della vita.
Carenza di cure
Per quanto riguarda l’accesso ai servizi sanitari il Rapporto mette in evidenza uno dei temi più sensibili anche per l’Italia. Nel 2025 il 2,4% degli europei con almeno 16 anni ha dichiarato un bisogno non soddisfatto di una visita medica perché troppo costosa, troppo distante oppure a causa delle liste d’attesa.
La prima causa di questo problema sono proprio le liste di attesa, indicata dall’1,2% della popolazione, seguita dal costo della prestazione, all’1%, mentre la distanza pesa per lo 0,1%.
L’obesità
Il Rapporto evidenzia che il 51% della popolazione dai 16 anni in su risulta in sovrappeso. Il 34,9% rientra nella categoria della pre-obesità, mentre il 16% vive con obesità.
E’ da notare, a questo riguardo, che tra le persone con elevato livello di istruzione la prevalenza del sovrappeso scende al 45%, rispetto al 54,1% tra chi ha un livello educativo medio e al 52,8% tra chi ha un livello basso.
L’obesità è un fattore importante della salute e non un semplice problema estetico. Si tratta di una condizione che riduce l’aspettativa di vita e aumenta drasticamente il rischio di sviluppare serie patologie.
Guardare al futuro con fiducia
I numeri del Rapporto ci confermano che vivere a lungo e in salute è un traguardo ampiamente raggiungibile. La sfida per i prossimi anni sarà continuare a valorizzare il patrimonio di competenze e di buone pratiche che gli anziani rappresentano, rafforzando ovviamente la rete delle cure primarie e valorizzando la socialità come elemento determinante per il benessere delle persone.
La longevità è una risorsa per l’intera società: valorizzare le buone abitudini, stare vicini a chi ha più bisogno e promuovere la prevenzione è la strada maestra per un’Europa sempre più attenta alla qualità della vita dei suoi cittadini.
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