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Il Servizio Civile volontario degli anziani: un’interessante iniziativa legislativa del CNEL
Un passaggio importante: si prova a strutturare a livello nazionale un’energia spesso sino ad ora confinata nell’area del volontariato. Per il Presidente del Cnel Renato Brunetta “È la risposta a un cambiamento demografico epocale”. La proposta del Cnel viene peraltro dopo un progetto bipartisan all’esame della Camera dei Deputati.
Nella seduta del 26 febbraio l’Assemblea del CNEL ha approvato il Disegno di legge “Istituzione del servizio civile volontario degli anziani”. L’iniziativa legislativa mira a trasformare la percezione dell’anziano, non più visto solo come soggetto da assistere, ma come una risorsa strategica per la società. Si propone, in particolare, una disciplina unitaria per superare l’attuale frammentazione regionale, introducendo il coinvolgimento volontario dei cittadini over 65 in attività di utilità sociale.
Gli obiettivi principali sono il contrasto all’isolamento e la valorizzazione delle competenze accumulate durante la vita, favorendo al contempo lo scambio tra generazioni. È dimostrato, infatti, che il volontariato migliori il benessere psicologico e rallenti il declino cognitivo.
I volontari potranno impegnarsi in ambiti diversificati: dal supporto sociale alla tutela del patrimonio culturale, fino all’alfabetizzazione digitale. In sintesi, la legge punta a un modello di invecchiamento partecipativo che rafforzi la coesione sociale e il benessere collettivo.

“Il costante aumento della popolazione anziana ha reso ormai urgente – ha sottolineato il consigliere Paolo Pirani, relatore del Ddl – l’adozione di strategie mirate a promuovere un invecchiamento che sia dignitoso, partecipativo e autonomo. Questo Disegno di legge si muove in linea con il Piano Nazionale sull’Invecchiamento Attivo e si inserisce nel solco della riforma delle politiche sociali tracciata dal decreto legislativo n. 29 del 15 marzo 2024. L’obiettivo principale è introdurre un nuovo paradigma di sostegno per le persone anziane e per le loro reti di assistenza, puntando su un approccio integrato, flessibile e rispettoso della dignità individuale. Vogliamo dare finalmente una disciplina organica e unitaria a un quadro normativo, quello regionale e locale, che oggi appare purtroppo non omogeneo e molto frammentato. Si tratta di un passo avanti fondamentale verso una società che non vede più l’anziano come un peso, ma ne riconosce e valorizza le capacità, favorendone l’inserimento attivo come protagonista del nostro tessuto sociale. È una sfida culturale che punta a migliorare la qualità della vita e a rafforzare concretamente i legami tra le generazioni”.
Il Presidente Renato Brunetta e i consiglieri hanno motivato la scelta di varare questo Disegno di Legge basandosi su tre pilastri:
- Demografia “esplosiva”: L’Italia è uno dei Paesi più vecchi al mondo. Mettere ai margini milioni di persone competenti e in salute dopo il pensionamento è stato definito un “errore di intelligenza collettiva”.
- Capitale Umano: Si vuole evitare la dispersione di competenze professionali e umane accumulate in decenni di lavoro.
- Welfare Generativo: In un’epoca di scarsità di risorse pubbliche, il contributo attivo degli anziani può sostenere servizi di prossimità che altrimenti rischierebbero di scomparire, specialmente nelle aree interne.
Un’iniziativa legislativa precedente, sempre in piedi
A dicembre 2025 è stata presentata alla Cemera dei Deputati una proposta di legge intitolata “Istituzione del servizio civile per pensionate e pensionati attivi“. La proposta che vede come primi firmatari Alessandro Battilocchio (Forza Italia) e Andrea De Maria (Partito Democratico), a testimonianza dell’interesse bipartisan dell’argomento, mira a creare una cornice nazionale per tutte le esperienze locali e dare ai pensionati un ruolo attivo nella comunità, combattendo al contempo la solitudine.
La proposta è stata incardinata ufficialmente nella Commissione Affari Sociali della Camera solo a febbraio 2026 in quanto ha subìto un rallentamento strategico dovuto a una scelta di coordinamento legislativo.
Il Governo, infatti, pur dichiarandosi favorevole, ha espresso la volontà di non far procedere la proposta Battilocchio-De Maria come un binario isolato, ma di integrarne i contenuti fondamentali all’interno della più ampia Riforma dell’Assistenza agli Anziani (derivante dalla Legge Delega 33/2023).
Esperienze estere
In Europa e nel resto del mondo esistono già modelli consolidati su questo tema. Mentre in Italia il Servizio Civile è stato storicamente legato ai giovani (come alternativa alla leva militare), altri Paesi hanno considerato l’impegno civile “senza età”.
La Germania, ad esempio, ha uno dei sistemi più simili a quello proposto dal CNEL. Il Servizio Volontario Federale non ha limiti di età e riconosce un piccolo rimborso spese, copre i contributi per l’assicurazione sanitaria e pensionistica e offre giornate di formazione obbligatoria.
Quello degli Stati Uniti è forse il modello più strutturato al mondo, attivo dagli anni ’60, e si divide in tre grandi programmi:
- Anziani che fanno da “nonni tutor” nelle scuole per bambini con difficoltà di apprendimento o disabilità;
- Volontari senior che aiutano altri anziani più fragili a rimanere indipendenti nelle proprie case (piccola spesa, compagnia, trasporto);
- La rete più grande, dove i pensionati mettono a disposizione le loro competenze professionali (es. ex contabili che aiutano nel calcolo delle tasse per i meno abbienti).
Considerazioni
Si tratta certamente di un’iniziativa molto interessante, come del resto quella simile che è già all’esame della Camera. Spesso si parla degli anziani come un peso per il sistema pensionistico e non solo per quello. Il progetto ribalta questo pregiudizio, assai diffuso, contribuendo a renderlo un protagonista della tenuta sociale del Paese. Inoltre, il progetto contribuisce a contrastare la solitudine: sentirsi utili è la migliore medicina contro l’isolamento. Infine, il trasferimento di conoscenze dai “senior” agli “junior” è un valore inestimabile.
Occorre però, a nostro avviso, essere molto attenti perché se il progetto dovesse rimane a “invarianza finanziaria” (cioè senza fondi extra), rischierebbe di essere un bellissimo guscio vuoto. Oppure rischierebbe di ridurre le risorse che attualmente vengono impiegate per il servizio civile in vigore. Il che sarebbe un danno non indifferente.
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