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Una fotografia del nostro SSN dalla relazione della Corte dei Conti al Parlamento
La Relazione della Corte dei Conti al Parlamento sulla gestione dei Servizi Sanitari Regionali (Delibera 21/2025) rappresenta una fotografia dello stato di salute del nostro SSN. Il documento analizza, in particolare, le problematiche strutturali che potrebbero minare l’universalità delle cure, mettendo in guardia da un sistema in cui permangono ancora differenze notevoli tra Nord e Sud.
Ma vediamo, in sintesi i punti chiave del Rapporto:
Spesa sanitaria
Il Rapporto parte dalla spesa pubblica per la sanità, ponendola, tra l’altro, in confronto con quella europea. Al riguardo evidenzia come nel triennio 2022-2024 la spesa sanitaria pubblica sia cresciuta costantemente in valore nominale (131,8 mld → 138,3 mld, +5,4%) ma l’inflazione ha ridotto la crescita reale a poco più dell’1%. Nel 2024 la spesa complessiva per assistenza sanitaria è stata di 185 mld, di cui il 74% a carico della PA e assicurazioni obbligatorie, il 22% a carico delle famiglie e il 3% a carico dei regimi volontari. In sintesi, la sanità italiana – secondo la Corte – mostra stabilità di finanziamento rispetto al Pil e lieve espansione in valore nominale, ma con pressioni inflazionistiche e criticità distributive.
Come per gli anni precedenti, anche per il 2024 si è rilevata una spesa sanitaria pubblica italiana nettamente inferiore rispetto alla media dei partner europei, sia in valore pro capite che in percentuale di Pil. Il livello di spesa italiana è, infatti, condizionato da più stringenti vincoli di finanza pubblica, stante le ingenti dimensioni del debito.
Previsioni di spesa 2025-2028
Il Rapporto rileva come secondo “le stime del Mef la spesa sanitaria crescerà fino a 155,6 miliardi di euro nel 2028 con tasso medio di incremento del 3,7% annuo. L’incidenza sul Pil resterà stabile (6,3%-6,4%), ma la sostenibilità dipende dal contenimento della spesa previdenziale che assorbe il 68% della spesa per welfare; e dall’evoluzione demografica.”
Investimenti del SSN e PNRR – Missione 6 “Salute”
Al riguardo il Rapporto fa presente che “la Missione 6 prevede 15,6 mld (circa l’8% del PNRR) per rafforzare prossimità, digitalizzazione e infrastrutture sanitarie. A fine 2024 risulta completato il 41% degli obiettivi UE; il 59% deve concludersi nel biennio 2025-2026. Le Regioni del Mezzogiorno detengono la maggioranza dei progetti, ma minori finanziamenti effettivi. In sintesi, la realizzazione della Missione 6 richiede accelerazione e coordinamento per rispettare il vincolo del 40% al Sud e assicurare l’effettivo riequilibrio territoriale.”

Case e Ospedali di Comunità, telemedicina
Sono previsti 1.038 Case della Comunità (2 miliardi di euro) e almeno 307 Ospedali di Comunità (1 mld), cardini della riorganizzazione territoriale. Il monitoraggio mostra ritardi nell’avvio dei lavori e difficoltà di reclutamento del personale, ma i progetti attivati indicano buone pratiche di integrazione sociosanitaria. In sintesi, la rete di prossimità rappresenta l’asse strategico per il nuovo SSN, ma la piena operatività dipenderà da tempi di attuazione e copertura di personale sanitario e para-sanitario.
Divari territoriali nei LEA e performance regionali
Il Rapporto evidenzia come “permangano differenze significative nella garanzia dei Lea tra Nord e Sud.” Talune Regioni presentano inefficienze strutturali, carenze di personale e ritardi negli investimenti PNRR. In sintesi, motivo per cui la riduzione dei divari nei Lea resta obiettivo prioritario per assicurare il diritto universale alla salute, coerentemente con l’art. 32 Cost.
Tavoli tecnici e Regioni in piano di rientro
Le Regioni in piano di rientro (Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia) mostrano miglioramenti di bilancio -secondo il Rapporto – ma persistono criticità gestionali. “È essenziale rafforzare il coordinamento tra Tavoli tecnici, Agenas e MEF per assicurare il rientro strutturale. In sintesi, progressi nei conti, ma ancora lontana la piena autonomia gestionale; occorre stabilizzare governance e capacità amministrativa.”
Conclusione generale
La Relazione evidenzia un sistema sanitario nazionale in fase di consolidamento dopo la pandemia, con spesa stabile in percentuale del Pil ma rigidità strutturali, divari regionali persistenti e necessità di accelerare gli investimenti PNRR. Il futuro del SSN dipenderà dalla capacità di trasformare l’aumento nominale della spesa in miglioramento effettivo dei servizi, rafforzando equità territoriale, digitalizzazione, prossimità e sostenibilità.
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