Persone e Società - Gennaio 2012

Rivista numero 4

Editoriale

Nonostante gli auguri che ci siamo scambiati pochi giorni fa, è inutile negare che l’anno appena iniziato sarà particolarmente duro. Le nostre pensioni varranno, in soldoni, meno di prima. A fronte dell’aumento del costo della vita – l’inflazione viaggia ora intorno al 3% – dovremo sopportare il blocco della rivalutazione delle pensioni.

L’aumento dell’Iva, la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, il prevedibile aumento delle tariffe e dei servizi e quanto altro ancora conseguirà alle misure governative, volte al pareggio dei conti pubblici, saranno ulteriori motivi di impoverimento delle nostre tasche. Noi siamo ben consapevoli del delicato, cruciale momento che il Paese sta vivendo e non vogliamo sottrarci, con senso di responsabilità, ai sacrifici che ci vengono chiesti. La nostra generazione, del resto, è l’unica che ha vissuto momenti simili. Ma chiediamo che lo sforzo per uscire dal guado sia davvero “equo”, come ha detto il Presidente del Consiglio Mario Monti nel suo discorso programmatico alle Camere. Equo nel senso che chi più ha, più dia. E che si portino avanti davvero quelle riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno e si incida seriamente sui costi improduttivi e sugli sprechi. Non la vogliamo fare più lunga. Ma ci auguriamo che da questa crisi si possa uscire presto e con un’Italia migliore di prima.

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