Alimentazione

Il mio bimbo mangia a sufficienza? Spesso la valutazione del "mangiare poco" e del "mangiare molto" è molto soggettiva; la risposta corretta la fornisce la bilancia: se il bimbo cresce e rispetta i normali parametri di crescita significa che assume una quantità sufficiente di alimenti e di acqua, quantità che può variare molto da soggetto a soggetto.

Perché dopo aver mangiato il mio bimbo piange? Il bimbo può piangere perché ha ancora fame o perché ciò che mangia gli procura dolore o sensazioni spiacevoli. La doppia pesata è utile nel caso di allattamento al seno per definire con precisione la quantità assunta. Nel caso la quantità sia normale, è più probabile che si tratti di coliche gassose. Va tenuto presente che il bambino può assumere poco latte dalla mamma non perché quest’ultima non ne abbia a sufficienza, ma perché il bimbo interrompe la sua assunzione. Le ragioni pricipali sono le seguenti:

  • il bimbo ha dolore a succhiare (Candida o mughetto, mal di gola, afte);
  • il latte provoca sensazioni spiacevoli (alterazione del sapore o intolleranze causate dalla dieta materna);
  • l’ingestione del latte provoca dolore (esofagite, gastrite, coliche).

Vomito - Cosa fare in caso di vomito:

  • Sospendere l’alimentazione. L’ alimentazione può essere ripresa dopo 7/8 ore, con alimenti leggeri e facilmente digeribili (fette biscottate, pane, riso o pasta). Evitare comunque di somministrare grosse quantità di liquidi prima della rialimentazione. Solo nel caso di allattamento al seno non sospendere, ma ridurre, l’alimentazione.
  • Mantenere l’apporto liquido somministrando piccole quantità di acqua zuccherata o camomilla. Se il vomito è persistente è indicata una apposita soluzione reidratante. Cosa non fare in caso di vomito:
    • Non fornire eccessive quantità di liquidi o latte.
    • Non affidarsi a metodi dei quali non si conosce l’efficacia.
    • Non somministrare farmaci senza aver consultato il medico. Quando preoccuparsi:
    • Se il vomito è molto frequente, specie nei più piccoli.
    • In presenza di febbre, mal di testa o dopo un trauma cranico.
    • Se il bimbo non fa pipì da più di otto ore.
    • Se il vomito è violento e improvviso.
    • Se il vomito presenta tracce di sangue, si accompagna a diarrea o dolore.Se la pelle e le labbra diventano secche.

Diarrea - Cosa fare in caso di diarrea:

  • Sospendere l’alimentazione per qualche ora (almeno 4/5 ore): solo nei bambini allattati al seno l’allattamento non va sospeso. Se il bambino è allattato con latte artificiale, riprendere l’alimentazione con un latte specifico per le diarree. Se il bambino è già stato svezzato, preferire alla reintroduzione del latte alimenti a base di carboidrati (fette biscottate, pane, riso, patate) o proteici (carne magra).
  • Mantenere una adeguata idratazione del bambini facendogli bere acqua, camomilla, the deteinato senza esagerare con lo zucchero.
  • Se la diarrea è molto frequente utilizzare le apposite soluzioni reidratanti. Cosa non fare in caso di diarrea.
  • Somministrare farmaci, soprattutto se di norma utilizzati per gli adulti. Quando preoccuparsi.
  • Se le scariche sono numerose.
  • Se oltre alla diarrea è presente vomito - Se non fa pipì da più di otto ore
  • Se il bimbo è molto piccolo
  • Se il bimbo ha dolore, presenta sangue nelle feci o è scarsamente reattivo.

Dott. Roberto Mazzanti - Specialista in Pediatria

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