Consigli sulla febbre

La comparsa di febbre nel bambino mette sempre in agitazione i genitori. Spesso si riesce ad aspettare poche ore o pochi minuti prima di alzare il telefono e chiamare con urgenza il Pediatra. Potremo spiegare ogni volta che la febbre alta non è un segno della Meningite, che le convulsioni febbrili non arrecano danno al cervello del bambino, che la malattia non è tanto più grave quanto più alta è la temperatura, che la febbre non si abbassa con gli antibiotici, questo non cambierà mai l’ansia dei genitori di fronte alla febbre.

Che cos’è la febbre? E’ un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei suoi valori normali: nel bambino 37,5° C se misurata ascellare o 38° C se misurata per via rettale. La temperatura può variare da persona a persona e, soprattutto nei bambini aumentare in seguito a sforzi, assunzione di pasti o bevande calde, riscaldamento eccessivo dell’ambiente, sudorazione eccessiva, sete. Questo perchè l’aumento della temperatura è un meccanismo fisiologico (quindi BUONO!!) che possiede l’organismo umano, di difesa, ma anche di compenso; ma quando la febbre dura più di 24 ore allora non è solo momentaneo, probabilmente il nostro organismo è stato raggiunto da qualche germe. Per fortuna quasi sempre si tratta di germi virali banali per i quali non è necessario nessun farmaco, perchè l’organismo innalza la temperatura e, come in una fornace ardente il virus muore e il bambino sfebbra. Di febbre vera e propria si parla per temperature sopra i 38° C. La febbre sarà “alta” tra 39 e 40° C e molto alta tra 40 e 41° C.

Che danni può provocare la febbre? E’ scientificamente provato che la febbre anche alta, non provoca nessun danno all’organismo umano a meno che non superi i 43°C. Questo perchè essendo un meccanismo di "difesa" non può determinare, come comunemente si pensa, una lesione al cervello o una meningite. L’unica cosa che può provocare la febbre, non necessariamente alta, in bambini predisposti sono le cosiddette "convulsioni febbrili", fenomeni benigni che non lasciano alcuna menomazione.

Come si misura la febbre? Posizionando un comune termometro a mercurio all’inguine o sotto l’ascella, o con i più recenti termometri digitali. Nei bambini sotto i 2 anni è preferibile la misurazione per via rettale introducendo il bulbo del termometro nel retto, quindi solo i primi 2-3 cm. La temperatura andrà letta dopo 5 minuti o dopo 2 se misurata nel retto. E’ bene ricordarsi che la temperatura rettale è superiore di 0.5° C rispetto a quella cutanea, per cui in tal caso bisognerà scalare le 5 lineette al risultato ottenuto. Mai misurare la temperatura appena il bambino si è svegliato ed è ancora coperto o subito dopo una corsa o una "bella sudata" in quanto potrà risultare alterata e non corrispondente ad un reale innalzamento interno. Recentemente sono stati introdotti anche in Italia sistemi di misurazione digitali della temperatura corporea, introducendo il termometro nel canale auricolare e leggendo la temperatura della membrana timpanica, oppure termometri sotto forma di ciuccio o frontali; ricordando però sempre di provarli anche su qualcun altro, per verificarne la precisione, che può venire meno per molti motivi, come pile difettose, urti o guasti vari.

Come comportarsi se il termometro indica la febbre? Sicuramente la prima cosa da fare è rimanere calmi! Controllare la temperatura regolarmente, far bere il bambino, non forzandolo a mangiare se non vuole, evitare di coprirlo eccessivamente e non costringerlo a letto se desidera muoversi. Somministrare poi un "antipiretico" se la temperatura supera i 38,2° C in cavo ascellare e ripetere la somministrazione non prima di 5-6 ore se la temperatura continua a essere alta o infastidisce il bambino. Associare "misure fisiche" se la febbre è alta o se continua a salire nonostante l’antipiretico, cioè "spogliare il bambino", "spugnare di acqua tiepida il corpo", fargli bere molti liquidi. Il motivo per cui non si consiglia di somministrare l’antipiretico sotto i 38,2° C è semplicemente perchè non è necessario, in quanto il bambino generalmente tollera bene la febbre fino a 39° C. Ricordarsi che se il bambino è agitato o lamentoso potremo somministrare comunque l’antipiretico che oltretutto svolge anche un’azione analgesica (contro il dolore).

Come comportarsi se la febbre non scende dopo la somministrazione dell’antipiretico? Alcune volte potrà capitare che il farmaco faccia scendere di poco la temperatura o non ci riesca per niente. In questi casi se la temperatura è realmente alta, ossia supera i 39° C, potremo adottare le misure fisiche che, se ben fatte (bagnare tutto il corpo e non solamente la fronte e i polsi), sicuramente faranno scendere la temperatura anche di due gradi. E’ chiaro che se il bambino ha una infezione, e spesso si tratta di un infezione anche se banale, la temperatura continuerà a salire terminato l’effetto del farmaco. questo è naturale ed è bene che sia così, perchè vuol dire che l’organismo ha realmente bisogno di quella temperatura per poter sconfiggere i virus. Quando preoccuparsi e chiamare il pediatra? In generale se il bambino non mostra sintomi particolari è bene somministrare l’antipiretico al bisogno ed attendere 48 ore, tempo necessario per valutare la comparsa di eventuali sintomi che potranno essere di aiuto al medico per fare una corretta diagnosi come ad esempio: respirazione difficoltosa e naso chiuso, tosse secca o catarrale, impressione di dolore alle orecchie, difficoltà a muovere la testa, vomito, diarrea, lacrimazione, difficoltà ad urinare, urine scure e maleodoranti, dolore addominale.

E’ bene consultare urgentemente il pediatra nelle seguenti condizioni:

  • Se il bambino ha meno di tre mesi;
  • Se è molto irritabile, piange e si lamenta continuamente;
  • Se la febbre supera i 40°C;
  • Se scuote violentemente braccia e gambe o è tutto rigido;
  • Se ha fortissimo dolore alla pancia;
  • Se appare soporoso e non reagisce agli stimoli.

Il bambino con febbre può uscire? Visita a casa o nello studio? Si fa spesso gran fatica a spiegare ai genitori che far uscire il loro figliolo febbricitante non porterà assolutamente alcun danno, non lo esporrà affatto ad ammalarsi di polmonite, né peggiorerà la sua malattia. Il medico a sua discrezione compie le visite domiciliari solo "in caso di intrasportabilità dell’ammalato" non per febbre. Eppure la richiesta di visite domiciliari in caso di febbre si propone continuamente, anche quando la febbre è bassa, al di sotto dei 39° C. E’ indubbio che la possibilità di visitare il bambino con la febbre allo studio crea dei vantaggi enormi: la possibilità, se necessario, di eseguire alcuni semplici esami, eventuali terapie urgenti, La presenza di apparecchiature più idonee per la diagnosi, la possibilità di far visitare il bambino nell’orario che preferisce, senza doverlo disturbare nel sonno o in un momento in cui è particolarmente irritato. Le condizioni atmosferiche non influenzano affatto l’andamento delle malattie; il bambino febbricitante può essere accompagnato nello studio del medico o può essere trasportato in casa di altri familiari, per permettere ad esempio ai genitori di recarsi al lavoro. L’antipiretico Se non vi sono controindicazioni particolari, o allergie, si preferisce usare il PARACETAMOLO, per i suoi minori effetti collaterali. Occorre rispettare la dose indicata per il peso e l’età del bambino e non effettuare somministrazioni troppo frequenti. In caso di dubbio o mancata risposta al farmaco, consultare il Medico. Il paracetamolo è disponibile sotto forma di gocce, supposte, compresse, bustine e compresse assumibili senza acqua, che si dissolvono in bocca, il tutto in diversi dosaggi.

Dott. Alessandro Volpini - Specialista in Pediatria

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