Micosi

Per molto tempo organismi privi di clorofilla appartenenti al regno vegetale come i Funghi sono stati considerati degli organismi assolutamente primitivi. Sarebbe meglio alla luce delle continue manifestazioni cutanee e non che provocano riesaminare tale conoscenza ed approfondire la loro biologia. La Micologia infatti è quella scienza che studia tali fenomeni nell’ambito della medicina.

Un fungo necessita per la sua vita di sostanze organiche essendo incapace di una propia autonomia fisiologica. Esso si riproduce sottraendo ad uno strato biologicamente attivo (acqua, tessuti animali, terreni ecc.) il materiale nutritivo indispensabile per la sua vita, comportandosi alla fine come un vero e propio parassita. Sono note circa 45.000 specie di forme fungine di cui solo un centinaio sono responsabili di forme patologiche per l’uomo e le razze animali. Alcune sono benefiche avendo sviluppata la capacità di produrre antibiotici, di fermentare la birra, di rendere possibile la lievitazione del pane.

Altri funghi invece producono tossine che risultano nocive per la specie umana ed animale sia in modo diretto che per sensibilizzazione allergica. Le micosi in genere possono svilupparsi anche come patologie "opportuniste" in quelle malattie associate ad immuno-deficenza ad esempio e nelle profilassi antibiotiche lunghe. Ma sicuramente per le patologie da miceti più superficiali è soprattutto il continuo perdurare di situazioni predisponenti quali: lavaggi maniacali della superfice cutanea, la cattiva igiene di alcune saune e piscine, l’ipersudorazione, il contatto con soggetti a rischio ad accentuarne la carica infettiva. Le Micosi più frequenti in dermatologia sono provocate da Lieviti e Dermatofiti.

I Lieviti: I più significativi agenti patologici in dermatologia sono la Candida Albicans e il Pityrosporum. La Candida è uno dei saprofiti più numerosi sulla nostra pelle e nel nostro intestino, al prodursi di determinate situazioni favorevoli quali l’alterazione della normale flora batterica (cure con antibiotici per lungo tempo), variazioni del ph cutaneo (cattiva detersione, alterazione dell'integrità del film idrolipidico cutaneo) ed in alcune patologie sistemiche quali: Diabete, Cushing, morbo di Addison, per citarne alcune da noi classificate.

Soventemente giungono alla nostra attenzione casi frequenti di Candidosi muco-cutanee. Nei soggetti femminili ad esempio è un ospite comune della mucosa vaginale. Le manifestazioni cliniche più frequenti sono localizzate al cavo orale (stomatite e glossite) alle unghie (onicomicosi o perionissi), alle pieghe (intertrigine) alla regione genitale (balanopostite e vulvovaginite). Pityrosporosi sono definite invece delle micosi cutanee a "caratteristica lipofila" ovvero dei saprofiti che sulla nostra pelle colonizzano soprattutto le aree seborroiche del volto, il cuoio capelluto, le aree del collo e delle spalle, e soprattutto il tronco.

Anche in questa caso assistiamo ad una evoluzione del normale saprofitismo in patologia, ed essenzialmente, come accennato prima, questo processo è favorito da tutte quelle occasioni che predispongono il micete ad agire. Sono da considerare quindi i fattori locali fisici (clima caldo-umido, cosmetici a base grassa mal conservati) ed i fattori favorenti la micosi quali:

  • iperidrosi
  • gravidanza
  • seborrea
  • ph cutaneo (squilibri continui)

L’icona clinica di tale disturbo è la "Pityriasis Versicolor", tale suggestiva denominazione deriva dalle prime osservazioni cliniche del secolo scorso, essa sviluppa un caratteristico disegno rappresentato da fini chiazze di colore tendente al bianco o caffè - latte che risalta di più sulle pelli abbronzate tale disegno viene definito a "carta geografica" esso interessa in special modo il tronco con delle caratteristiche zone di cute chiara definite discromie.

La micosi se non curata tende a cronicizzarsi ed a sviluppare nel tempo una costante tendenza a continue recidive. A causare la tipica discromia cutanea è l’interferenza che il micete sviluppa a danno del metabolismo della melanina che alberga tra l’epidermide e il derma impedendo il mantenimento della normale pigmentazione epidermica. Questa patologia non viene trasmessa direttamente ma assume una valenza negativa sviluppando patologicamente la propia presenza al verificarsi delle cause citate precedentemente.

Meccanismi Patologici: Uno dei modi in cui i miceti provocano la Micosi della cute è la penetrazione attraverso le barriere epidermiche. Questo però dipende da una serie di cause particolari e continue. Le spore infatti possono sopravvivere fino a due anni in scaglie cutanee infette, esse sfruttano un meccanismo di adesione con un legame chimico-fisico alla parete dei cheratinociti (le cellule più superficiali che ricoprono la nostra pelle) e le cellule del’epitelio mucoso. Determinante diviene allora il grado di Ph cutaneo. Minimi squilibri possono altresì provocare una porta di accesso.

La loro patogenicità epidermica ad esempio può aumentare nella malattia Diabetica a causa della quota di zuccheri disponibili nei tessuti riduce che interferisce con l’attivita’ difensiva del nostro manto cutaneo.

Fattori Clinici:

  • Carenza di zinco candidosi
  • Carenza di ferro candidosi
  • Età neonatale candidosi
  • Alterazioni dell’epitelio cutaneo dermatofitosi, candidosi
  • Patologie endocrine candidosi, dermatofitosi
  • Gravidanza candidosi

Terapia: Recentemente l’associazione di detergenti a Ph fortemente acido e l’assunzione di sostanze come l’itraconazolo ed altre per via orale nè semplificano la terapia, risultando sufficienti nelle forme più superficiali ed estese del corpo. E nel caso di questi agenti patogeni. Ma diviene opportuno nel caso di infezioni acute procedere alle cure in ambiente ospedaliero. Indispensabile è un consulto specialistico dermatologico che in molti casi si avvale dell’aiuto di esami specialistici mirati come la luce di Wood che rende tipicamente fluorescenti in ambiente oscuro le colonie di miceti presenti sulla cute e l’indispensabile esame microbiologico colturale che va eseguito prima di considerare il tipo di terapia per il paziente, prelevando del materiale organico (scaglie di cute, capelli, unghie) dalla lesione indiziata. Questo permetterà di porre una diagnosi differenziale se necessario o di confermare con certezza il sospetto clinico.

Dott. Bruno Mandalari - Specialista in dermatologia - Ospedale S. Raffaele Milano

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