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Dal Convegno “Il welfare che cambia – il progetto di vita anima il territorio”, il punto sul futuro dell’assistenza in Italia
Promosso dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, il convegno sul nuovo welfare accende i riflettori sul Decreto Legislativo 62/2024. Dalla centralità della persona al superamento della burocrazia, ecco come cambia l’assistenza per i cittadini e come procede la sperimentazione nei territori.
Il welfare del futuro non si disegna nelle stanze della burocrazia ma parte dalle esigenze quotidiane dei singoli e dai territori. È questo il messaggio centrale emerso durante il convegno “Il welfare che cambia – Il progetto di vita anima il territorio“, promosso dal Ministro per le Disabilità e tenutosi il 22 settembre scorso alla Tenuta Il Nuovo Bosco di Novedrate, in provincia di Como. L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, enti locali, associazioni, mondo del Terzo Settore e famiglie sul ruolo dei territori nella costruzione di risposte sempre più personalizzate e integrate per le persone con disabilità.
Le dichiarazioni del Ministro Locatelli
Con il progetto di vita intendiamo spingere il cambiamento, per costruire insieme alla persona le risposte migliori ai suoi bisogni a partire dai suoi desideri e dalle sue aspirazioni – ha dichiarato il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli -. La rete territoriale è fondamentale per creare nuove opportunità e oggi sono stati presentati progetti e iniziative che possono diventare buone pratiche, spunti di riflessione e modelli per tutti. Il nuovo approccio al tema della disabilità richiede un nuovo sguardo per vedere in ogni persona le potenzialità senza fermarsi ai limiti, si tratta di una sfida che riguarda tutti. Grazie alle associazioni, agli Enti del Terzo Settore, alle stesse famiglie e alle persone con disabilità il welfare sta già cambiando e dobbiamo essere determinati a proseguire in questa direzione, per non lasciare nessuno indietro, per evitare la frammentazione dei sostegni e per mettere la persona al centro.
Nel corso del pomeriggio sono stati affrontati alcuni dei temi centrali per l’evoluzione del welfare e per l’attuazione della riforma della disabilità, attraverso quattro momenti di confronto:
- “La persona al centro, anche nell’emergenza/proteggere ogni persona: disabilità e gestione delle emergenze”,
- “Il lavoro nel progetto di vita: esperienze e buone pratiche”,
- “Turismo e cultura per tutti: accessibilità, partecipazione e nuove opportunità”,
- “Dai territori, esperienze che fanno la differenza”.
I diversi contributi, sia a livello nazionale che locale, hanno dato valore al confronto e ci hanno permesso di conoscere esperienze concrete, percorsi già avviati e buone pratiche che possono diventare patrimonio comune – ha sottolineato il Ministro Locatelli -. Il valore di questi momenti di incontro sta proprio nella possibilità di mettere in rete competenze, esperienze e visioni diverse. I relatori e le tante realtà hanno dimostrato quanto sia importante partire dai territori, ascoltare le persone e costruire risposte capaci di adattarsi alle diverse esigenze e aspirazioni. Condividere le buone pratiche significa creare nuove opportunità, rafforzare le reti e accompagnare i territori nel cambiamento culturale che la riforma della disabilità ci chiede di realizzare.
Cosa stabilisce il D.Lgs. 62/2024
Riteniamo opportuno, per maggiore chiarezza del tema che è stato affrontato nel Convegno, riportare quanto stabilito dalla Legge di partenza che introduce il Progetto di vita.
Il Decreto Legislativo n. 62/2024 rappresenta, in realtà, l’attuazione della Legge Delega 227/2021 e introduce cambiamenti strutturali per il nostro sistema:
- Unificazione della valutazione medico-legale e funzionale: L’accertamento dell’invalidità e della disabilità fa capo all’INPS attraverso un’unica Unità di Valutazione di Base. Si supera la giungla delle commissioni e dei molteplici verbali, adottando la classificazione internazionale ICF (OMS), focalizzata sulle capacità residue e sui fattori ambientali della persona.
- Il Progetto di Vita Personalizzato e Partecipato: Diventa un vero e proprio diritto soggettivo e non una concessione discrezionale. Non è più una lista passiva di prestazioni o assegni, ma un piano dinamico costruito con la persona e per la persona.
- Il Budget di Progetto: Viene introdotto uno strumento unico in cui confluiscono le risorse economiche, strumentali, umane e sociali (statali, regionali, comunali e del Terzo Settore) dedicate alla realizzazione di quel percorso.
A che punto è la sperimentazione nei territori
Per evitare che la riforma rimanesse una dichiarazione d’intenti sulla carta, il Governo ha stabilito un percorso graduale di accompagnamento tramite sperimentazione sul campo:
- La prima fase (2025): La sperimentazione è partita in un gruppo iniziale di province campione distribuite tra Nord, Centro e Sud Italia (tra cui la Provincia di Perugia in Umbria e altre realtà).
- L’estensione provvisoria (2026): Il modello dell’Unità di Valutazione e della stesura del Progetto di Vita è stato esteso ad altre 40 province italiane, permettendo alle équipe multidisciplinari dei Comuni e delle ASL/ATS di testare l’integrazione sociosanitaria e l’uso del Budget di Progetto.
- Piena entrata a regime: Dopo la fase di test e gli eventuali affinamenti procedurali, la riforma e l’obbligatorietà del Progetto di Vita diverranno operative su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.
Considerazioni finali
Il messaggio partito da Novedrate è chiaro: il successo del nuovo welfare dipenderà dalla capacità delle comunità locali di fare rete e di accogliere le persone con disabilità non come assistiti, ma come cittadini a pieno titolo determinanti per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.
- Anap
- Anap Confartigianato, Disabili, Welfare
Foto fonte: https://disabilita.governo.it/
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